Alcuni brani di Luigi Strangis e Aaron sono scomparsi da Spotify, gettando nel panico molti fan. Esattamente cos’è successo? I due artisti hanno provato a fare chiarezza.
Pare, infatti, che siano stati riconosciuti degli ascolti non regolari, legati a brani dei due artisti inseriti in playlist create ad hoc solo per generare ascolti in loop in modo non considerato corretto.
Finora Spotify non ha mai parlato chiaramente delle misure intraprese in caso di ascolti fraudolenti, ma la sparizione di alcuni pezzi di Luigi Strangis e Aaron ha fatto scattare l’allarme.
“Quando identifichiamo casi confermati di streaming artificiale, adottiamo misure che possono includere la mancata corresponsione delle royalty associate e la correzione dei numeri relativi agli ascolti pubblici. Adottiamo inoltre misure per garantire che la popolarità dell’artista o del brano sia riflessa accuratamente nelle nostre classifiche.”
Luigi Strangis e Aaron, il mistero dei brani scomparsi da Spotify
Aaron per spiegare la situazione si è affidato a una storia Instagram. Queste le sue parole.
“Ciao a tutti come alcuni di voi hanno notato, da qualche giorno gli streams di “Urlare” su Spotify sono stati azzerati.
Questo è successo a causa di fan action che violano le linee guida della piattaforma come l’ascolto in loop e la creazione di playlist volte solo ad aumentare gli ascolti che, purtroppo, penalizzano noi artisti in primis.
So che l’intento è quello di supportare me e la mia musica ma il risultato è l’esatto contrario.
Spero possiate continuare ad ascoltare le mie canzoni e credere in quello che faccio ma affinché non ci siano problemi in futuro vi chiedo di non ricorrere a metodi alternativi da quelli corretti.
Vi abbraccio, a presto Edo”
Luigi Strangis, invece, si è affidato a un video social.
“Ciao raga, volevo parlarvi di una cosa successa qualche giorno fa e di cui molti si sono accorti. Ovvero che il 14 agosto sono state tolte due mie canzoni dal catalogo Spotify, che sono Stupida Libertà e Adamo ed Eva. Tolte perché alcuni di voi riproducevano in modo troppo assiduo i brani e Spotify legge questo fenomeno come qualcosa di non organico e come qualcosa che viola le linee guida riguardo gli ascolti di Spotify. È una cosa che va avanti già da un po’ e, purtroppo, penalizza il mio lavoro, perché non mi fa entrare nelle playlist editoriali e non mi fa apparire nella sezione “ai fan piace anche”.
Non vi nego che è uno dei motivi che mi ha portato a non pubblicare musica nell’ultimo periodo. So che non c’è malizia dietro tutto questo. So che è supporto. So che mi volete bene, però vi invito a interrompere qualsiasi attività di streaming che non sia ad uso personale. Ascoltate i pezzi quando vi va di farlo, quando avete piacere nell’ascoltare i brani, ma non create playlist con i brani in loop o stazioni, perché purtroppo questo penalizza il mio lavoro. So che non c’è malizia in tutto questo.
Grazie comunque, ma non lo fate. Vi mando un bacio e ci vediamo presto.”

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
📢 Segui iMusicFun su Google News:
Clicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui”
🔔 Non perderti le ultime notizie dal mondo della musica italiana e internazionale con le notifiche in tempo reale dai nostri canali Telegram e WhatsApp.
