Manuel Agnelli

Manuel Agnelli racconta a Rolling Stone come nasce una nuova scena musicale oggi, tra giovani artisti, live club e critica all’industria.

Nell’intervista a Rolling Stone, il frontman degli Afterhours spiega come oggi non serva distruggere il sistema, ma “aprire nuove possibilità”.

«Negli anni ’90 ho contribuito a creare una scena e so come si fa», racconta. «Non bisogna demolire tutto, ma costruire un’alternativa. C’è spazio per tutti».

“La scena c’è già, non va inventata”

Per Agnelli, il cambiamento è già in atto: «Una scena non nasce in un mese, ma oggi esiste già. Io l’ho vista». Un movimento fatto di giovani artisti che suonano dal vivo, condividono strumenti e idee, lontani dalle logiche di mercato.

«Hanno una freschezza incredibile. Suonano senza pensare al successo», spiega. «È lo stesso spirito che avevamo noi: pochi mezzi, tanta convinzione».

Un ruolo centrale lo giocano i piccoli live club, come il suo Germi, dove è nata la rassegna “Carne fresca”: «Non è una questione di pubblico, ma di credibilità. È dire: siete pronti».

Critica all’industria e al mito del successo

Agnelli è netto: «Il successo e i soldi sono diventati un demonio. Vanno bene, ma non devono essere l’obiettivo».

E critica il sistema attuale: «O fai San Siro o non sei nessuno: è una percezione malata». Per lui, i concerti piccoli sono più autentici: «Il pubblico non è passivo, vive davvero la musica».

Non risparmia nemmeno tecnologia e trend: «L’Auto-Tune? Un’invenzione come tante. Ma usato troppo toglie umanità». E sui social aggiunge: «Sono diventati un gigantesco deposito di letame».

Il ruolo di X Factor e dei media

L’esperienza a X Factor ha cambiato la sua carriera: «Mi ha dato visibilità e credibilità. In Italia le due cose coincidono».

Ma avverte: «La mia generazione si è auto-ghettizzata. Non ha saputo dialogare con i media». Un errore che i giovani non devono ripetere: «Devono portare la loro musica ovunque, restando se stessi».

“Questa non è una moda, è una necessità”

Il progetto “Suoni dal futuro” nasce proprio per accelerare questo processo: «Vorrei dimezzare i tempi di crescita della scena».

E conclude con una visione chiara: «Non è un trend. È una necessità. La domanda è solo una: quando esploderà davvero?».

Per Agnelli, la risposta è già sotto i nostri occhi. Basta saperla ascoltare.

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