Marcella Bella, dopo il ritorno a Sanremo dopo 18 anni con energia e passione, ribadisce il valore della dignità artistica e del talento femminile.
A 73 anni un ritorno al Festival che ha sancito non solo la sua seconda giovinezza artistica, ma anche la rivincita di una carriera che continua a parlare a nuove generazioni.
Il lungo ritorno a Sanremo
La cantante siciliana non nasconde l’amarezza per l’esclusione durata quasi due decenni:
«È inaccettabile che per tornare a Sanremo io abbia dovuto aspettare diciotto anni. Un’eternità per chi, come me, ha alle spalle mezzo secolo di musica. Avrei anche potuto mollare tutto, invece non ci sono riusciti: ogni volta mi dicevo che l’anno dopo ci avrei riprovato».
Eppure il pubblico non l’ha dimenticata. L’affetto raccolto sul palco dell’Ariston e nei concerti seguenti lo conferma, con una sorpresa che ha colpito la stessa artista: «La soddisfazione più grande è stata l’entusiasmo dei bambini sotto i 13 anni. Loro hanno visto davvero chi sono, senza pregiudizi».
Una voce femminile che non si arrende
Con Pelle diamante e l’album Etnea, Marcella Bella ha riaffermato la sua voglia di lottare e di dare voce a tematiche sociali. Non è la prima volta: nel tempo ha cantato brani come Uomo bastardo e Mi rubi l’anima, quest’ultimo in duetto con Loredana Berté e dedicato alle donne vittime di violenza. «Non posso stare zitta, specialmente oggi. È un momento in cui le donne hanno bisogno di fiducia, di sentirsi rappresentate».
Il sostegno di Gianni e la lezione della musica
Nel suo percorso, un ruolo centrale lo ha avuto il fratello Gianni Bella, autore di alcuni dei brani più importanti della sua carriera. Proprio la malattia di Gianni è stata il momento più duro della vita di Marcella: «Lui mi ha insegnato a non perdere mai la speranza, a guardare sempre avanti con ottimismo, anche quando sembra impossibile. Se ho ricominciato, se ho trovato la forza di scrivere canzoni dopo cinquant’anni di carriera, lo devo anche a lui».
La denuncia contro le discriminazioni musicali
Accanto all’orgoglio per il suo percorso, c’è anche la denuncia di un sistema che, a suo dire, penalizza gli artisti “non più giovani”: «Le radio a una certa età ti tagliano fuori. A meno che tu non ti chiami Vasco Rossi, i tuoi dischi non passano. È una cosa inaccettabile: in Francia, negli Stati Uniti, in Inghilterra gli artisti vengono rispettati fino a novant’anni. Qui no».
Lo sguardo al futuro
Nonostante le difficoltà, Marcella Bella non smette di sognare. Oggi guarda con curiosità ai giovani talenti, citando Blanco tra gli artisti che apprezza di più: «Ha scritto canzoni bellissime, mi piacerebbe interpretarne una». E soprattutto desidera continuare a parlare alle nuove generazioni: «Vorrei crescere questi ragazzini che hanno iniziato a seguirmi dopo Sanremo. Se la mia musica riuscisse a rimanere nella loro vita sarebbe un dono meraviglioso».
Tra successi, cadute e rinascite, Marcella Bella resta fedele alla sua natura “vulcanica”: focosa, diretta, ma soprattutto determinata a difendere la dignità dell’artista. «Se hai davvero qualcosa da dire, la gente non ti dimentica. È questo che mio fratello Gianni mi ha sempre insegnato: la musica è forza e verità».

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