Marco Mengoni presenta Allo Sbagliato, la residency milanese in 26 serate suddivise in 7 settimane, tra musica live, analogico e offline.
Marco Mengoni cambia prospettiva, dimensione e soprattutto modo di vivere la musica. Dal 5 novembre al 19 dicembre 2026, l’ex Teatro Principe di Viale Bligny 52, a Milano, diventa Allo Sbagliato, un club ibrido da 500 persone del quale Mengoni sarà direttore artistico. Un progetto nato da un’idea custodita per anni e trasformata oggi in una residency di 26 appuntamenti, quattro concerti a settimana, circondato da musicisti, artisti, comedian, designer e ospiti internazionali.
«Questa idea sicuramente si è evoluta nell’ultimo anno», ha raccontato Mengoni durante la conferenza stampa. In realtà affonda le radici molto più indietro: «È nata come un mio regalo di compleanno dei miei trent’anni, che sono stati sette anni fa». Un progetto rimasto nel cassetto fino a quando è arrivato il momento di trasformarlo in qualcosa di concreto.
Il cuore di Allo Sbagliato è proprio la ricerca di una dimensione più intima. «C’è proprio la necessità di essere un po’ più a contatto con il pubblico e soprattutto a contatto con i musicisti senza avere una scaletta serrata». Dopo anni di grandi palchi, Mengoni vuole cambiare direzione: «Volevo scendere dal palco e fare i posti più piccoli». sciolta».
Non sarà quindi un tour tradizionale. «Non vorrei chiamarlo né tour né questo né quest’altro», precisa. Sarà «qualcosa di speciale che succede in questo momento», un’esperienza destinata a vivere soltanto durante quei due mesi.
La musica sarà rigorosamente dal vivo. Nessuna sequenza, nessun click, nessuna struttura digitale: «Andremo veramente alla vecchia, senza click e sequenze». La band sarà composta da dodici elementi e avrà una forte impronta soul, con fiati, cori, pianoforte, organo, basso, batteria e chitarra. Il repertorio comprenderà tra i 40 e i 60 brani preparati in sala prove, senza però una vera scaletta definitiva.
«Non ci sarà una scaletta vera e propria per le serate», spiega Mengoni. Metà del repertorio sarà dedicata alle cover di artisti che hanno accompagnato il suo percorso, da Al Green a Marvin Gaye e Donny Hathaway. L’altra metà arriverà dal suo catalogo, ma con una scelta precisa: «Non ci sarà “Due vite”, non ci sarà “L’essenziale”, non ci saranno i singoli della mia carriera, ma tutti i pezzi che hanno reso comunque i miei dischi importanti». Saranno soprattutto «i pezzi minori, le B-sides».
A guidare le esibizioni sarà il cosiddetto “Marco Mengoni Real Book”, una sorta di spartito essenziale ispirato ai Real Book del jazz, con melodie, accordi e strutture sufficienti a lasciare spazio all’interpretazione. «Vorrei arrivare sul palco e decidere in quel momento». Anche lo stesso brano potrà quindi cambiare radicalmente da una sera all’altra.
Allo Sbagliato sarà inoltre un vero club offline. I telefoni non verranno sequestrati, ma inseriti in apposite custodie che ne impediranno l’utilizzo durante la serata. «Non perché ci siano delle cose che non si possono vedere, ma proprio per godersi il contatto diretto con le persone». Il concetto è chiaro: «È più bello essere un po’ disconnessi, un po’ scollegati».
La dimensione ridotta riguarda anche il rapporto con il pubblico. La capienza sarà di circa 500 persone e la disposizione sarà a 360 gradi: «Chi si esibirà non darà le spalle a nessuno». Una scelta scenica precisa, pensata per eliminare la distanza tra artista e spettatori.
Sul palco arriveranno anche altri artisti scelti personalmente da Mengoni: Faccianuvola, Rareş, Sayf, Mace, Nuzzo e Di Biase, Benjamin Clementine e altri ospiti. «Sono artisti che sono arrivati allo stomaco», racconta.
Il progetto allargherà poi i propri confini alla comedy, al design e alle arti visive. Kartell, Porro, Davide Groppi e Ingo Maurer contribuiranno all’allestimento, mentre altri artisti esporranno le proprie opere negli spazi del club.
Anche la questione economica è stata affrontata apertamente. I biglietti costeranno 100 euro per il posto in piedi, 150 per il parterre e 200 per i posti speciali. «Sicuramente non guadagnerò con questa residency», chiarisce Mengoni. «Lo faccio perché mi piace». E difende una produzione che coinvolge numerosi lavoratori: «Dietro questo progetto ci sono diverse persone che lavorano e i costi sono dimensionati a far mangiare delle famiglie che vivono con mestieri nella musica».
Allo Sbagliato nasce dunque da una scelta precisa: rallentare, ridurre le distanze e tornare al gesto musicale nella sua forma più diretta. «Volevo andare in un posto piccolo, intimo», dice Mengoni. Non per nostalgia, ma per recuperare una possibilità concreta di incontro. «Se i locali più piccoli chiudono, se i teatri chiudono, se i cinema chiudono è un problema perché non si ha più la capillarità della cultura».
E, come suggerisce il nome stesso del progetto, questa volta Marco Mengoni vuole davvero fare le cose “sbagliate”.
Qui il calendario e Qui il link per l’acquisto dei biglietti.

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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