Nino D'Angelo

Nino D’Angelo, icona della musica napoletana, non ha usato mezzi termini per criticare il panorama musicale italiano e, in particolare, il Festival di Sanremo. In un’intervista al Corriere del Mezzogiorno, l’artista ha espresso con forza la sua opinione sul funzionamento del mercato musicale e sulle dinamiche che regolano il festival più importante d’Italia.

Nino D’Angelo ha parlato di una “lobby” composta da poche case discografiche, agenzie artistiche e radio, che, secondo lui, controllano chi deve emergere e chi no. “C’è una massoneria della musica che crea, manovra e decide chi deve uscire fuori e chi no”, ha dichiarato, evidenziando come il ruolo della canzone si sia progressivamente ridotto a favore di strategie di marketing e algoritmi.

L’artista ha criticato anche il fenomeno dei “like” e delle visualizzazioni acquistate per aumentare artificialmente la popolarità di certi artisti: “Le canzoni contano sempre di meno. Mi viene da ridere quando parlano di canzoni”.

Tra i bersagli di Nino D’Angelo c’è anche l’uso massiccio dell’autotune, che, secondo il cantante, è diventato una scorciatoia per molti artisti: “Fa miracoli, toglierlo farebbe danni incalcolabili, stroncherebbe le carriere”. Non mancano critiche alle performance in playback durante i grandi eventi organizzati in piazza: “Sono quelli che si esibiscono in playback durante mega feste organizzate in piazza dalle radio più importanti”.

Nonostante le sue critiche, Nino D’Angelo non perde di vista la sua missione artistica. “Il cantante napoletano: ce l’ho scritto sulla carta d’identità. Voglio cantare, ne ho bisogno, come respirare”. Un’affermazione che sottolinea il suo legame indissolubile con le radici partenopee e con la musica, che rimane il centro della sua vita.

Le dichiarazioni di Nino D’Angelo arrivano in un momento di transizione per il Festival di Sanremo, che nel 2025 vedrà Carlo Conti prendere il posto di Amadeus dopo cinque edizioni di grande successo. Se il nuovo direttore artistico sarà in grado di rispondere alle critiche e innovare il format, lo scopriremo presto, ma intanto le parole di Nino D’Angelo accendono il dibattito sulle dinamiche della musica italiana.

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