È finita così, con le note di “Paranoid” a spezzarsi nella voce rotta di Ozzy Osbourne, i fuochi d’artificio sopra il Villa Park Stadium e 42mila persone in lacrime. “Back to the Beginning”, il concerto-evento che ha chiuso la carriera live dei Black Sabbath e, probabilmente, di Ozzy, non è stato solo un addio: è stato un rito collettivo, un tributo alla storia dell’heavy metal là dove tutto era cominciato, a Birmingham, nel cuore operaio dell’Inghilterra, nel quartiere dove la band è nata nel 1968.
Per la prima volta in vent’anni, Ozzy Osbourne, Tony Iommi, Geezer Butler e Bill Ward sono saliti di nuovo insieme sullo stesso palco. E per l’ultima volta. Una chiusura in grande stile per un gruppo che ha rivoluzionato la musica. «Questo è il mio regalo a Birmingham. Ora posso morire felice», ha detto Ozzy seduto sul suo trono nero sormontato da un pipistrello, visibilmente commosso e provato dal Parkinson che da anni lo affligge.
La line-up dell’evento è stata a dir poco monumentale, voluta dal direttore musicale Tom Morello (Rage Against the Machine), che ha definito lo show «il più grande spettacolo heavy metal della storia». A rendere omaggio ai “padri fondatori” del genere, una sfilata impressionante di band e artisti: Metallica, Slayer, Pantera, Tool, Alice in Chains, Lamb of God, Mastodon, Anthrax, ma anche Slash, Duff McKagan, Steven Tyler, Billy Corgan, Fred Durst, Jonathan Davis, Sammy Hagar. Due supergruppi assemblati per l’occasione hanno trasformato il palco in un’epopea rock viva e potente.
Ozzy, 76 anni, ha retto due set: uno solista, con classici come “Crazy Train” e “Mama I’m Coming Home” (forse il momento più straziante della serata), e uno con i Sabbath, che hanno eseguito poche ma simboliche tracce: “War Pigs”, “Iron Man”, “Children of the Grave” e la conclusiva “Paranoid”. La sua voce, seppur fragile, ha tenuto, sorretta dall’energia collettiva e da un amore travolgente.
L’incasso del concerto, sold-out in meno di venti minuti, è stato interamente devoluto in beneficenza: organizzazioni che si occupano di Parkinson e di bambini malati a Birmingham. Biglietti tra i 236 e i 3.000 euro, ma il valore emotivo è stato inestimabile.
Per molti, questo è stato il “Live Aid” del metal, un pellegrinaggio generazionale. Tra il pubblico, fan arrivati da tutto il mondo: chi ha pianto, chi ha riso, chi ha cantato fino a perdere la voce. «Non pensavo di emozionarmi così tanto», ha detto James, giovane avvocato da Londra. «Ozzy ha dato tutto», ha dichiarato Dani, venuta da Cheshire. E sui social, c’è chi paragona “Back to the Beginning” al Live 8 dei Pink Floyd o a “Celebration Day” dei Led Zeppelin, con una differenza: qui c’era il peso della fine.
Il futuro? Tony Iommi ha lasciato uno spiraglio aperto: «Un nuovo album? Forse. Ma non voglio lavorarci anni per poi non farne nulla». Butler e Ward sarebbero della partita. Ma se sarà davvero finita qui, allora la fine è stata degna di un’epopea.
Ozzy, seduto sul suo trono, tremante ma determinato, ha detto: «Nessuno potrà mai portarmi via questa canzone», parlando di “Shape of You”? No, stavolta era Paranoid, e il mondo metal ha risposto con un ultimo, definitivo inchino.
Black Sabbath. Fine dei giochi. Ma leggenda eterna.

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