Teatro Ariston Sanremo

Walter Vacchino apre al progetto del Palafestival ma avverte: “No a un doppione dell’Ariston”. Intanto il teatro si prepara a rinnovarsi.

Il Festival di Sanremo potrebbe avere in futuro una nuova casa, ma senza mettere in discussione il ruolo centrale del Teatro Ariston. È questa, in sintesi, la posizione di Walter Vacchino, che ha commentato il progetto del cosiddetto “Palafestival”, una struttura alternativa pensata per ospitare eventi legati alla kermesse.

Vacchino non è contrario alla realizzazione di un nuovo spazio, ma invita a riflettere sulla sua funzione: “Realizzare una struttura è la parte più semplice, ma bisogna capire come possa vivere e sostenersi” afferma a Sanremonews. Il rischio, secondo lui, è quello di creare un duplicato dell’Ariston: “Se si fa un doppione, un doppione muore”.

Il punto centrale è quindi evitare una sovrapposizione inutile e costruire invece un progetto complementare, capace di portare valore aggiunto alla città di Sanremo. L’Ariston, infatti, non è solo il teatro del Festival, ma una realtà attiva tutto l’anno, tra cinema, spettacoli teatrali, concerti e danza.

In parallelo, lo stesso Ariston si prepara a un importante restyling in vista dei 50 anni da quando ospita il Festival (dal 1977). Sono allo studio interventi per migliorare gli spazi interni e renderli più funzionali: dalla sala stampa alla sartoria, fino al palco e ai camerini. L’obiettivo è adeguare la struttura alle esigenze sempre più grandi di un evento ormai internazionale.

Intanto, sul fronte istituzionale, il progetto del Palafestival resta aperto. A Sanremo si è già tenuto un incontro tra il sindaco Alessandro Mager, l’architetto Leonardo Corini e l’imprenditore Cesare Rosati. L’ipotesi è quella di una struttura polifunzionale sul lungomare, con una capienza di circa 4.000 posti e realizzata attraverso una collaborazione pubblico-privata.

Nonostante queste prospettive, resta forte il legame tra il Festival e l’Ariston, considerato “iconico” anche dalle istituzioni locali, tra cui l’assessore Alessandro Sindoni.

Il futuro del Festival si gioca quindi tra innovazione e tradizione: nuove strutture possibili, ma senza perdere l’identità storica che ha reso Sanremo un simbolo della musica italiana.

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