Paolo Meneguzzi prosegue nella polemica a distanza con J-Ax pubblicando il requiem Pappon Paradise, un’ironica risposta al rapper su una base musicale… funebre!
Paolo Meneguzzi pubblica “Pappon Paradise” l’ironica risposta a J-Ax
Questo il testo di Pappon Paradise.
“Ciao Alessandro,
non ce l’ho mai avuta con te davvero.
E visto che alla fine è soltanto una discussione estiva non farò una canzoncina ma sarà come l’ultimo saluto, con una letterina.
Sono nato come un dj, Vi suonavo in discoteca, o, io con gli Articolo 31 mangiavo, ballavo e dormivo.
Il vostro vinile me lo portavo anche a letto.
Oh per me, santi subito, radio deejay, la cassettina, io e i miei amici sempre pronti, li con lo stereo, ma quanto erano belli quei tempi, il walkman, i pantaloni a zampa, il festival Bar, il bomber; la tuta dell’ Adidas,
Le all star,
Te li ricordi quei tempi. Bei tempi.
Volevo dirti che mi dispiace, se ti ha fatto proprio arrabbiare. Ma dico io, doveva proprio svelarti così su due piedi che era una marchetta, costruita a tavolino. Che ti hanno usato come un pannolino.
Ma mettiamoci nella giusta prospettiva, sai io non ero in cerca di visibilità, io ho solo espresso un parere su una canzoncina e come hai visto, se la cosa ha interessato tanti e l’hanno condivisa è perché tanti l’hanno pensata come me l’altra mattina.
Sembra che non hai argomenti se mi guardi gli insuccessi.
Sorpresina:
Io sto bene, caro Ax, non ho bisogno di fama, ho avuto tutto, il mio piano B è diventato il piano A, ho mio figlio che amo
e che mi ama e una moglie che stra amo e mi stra ama.
Non metto mio figlio online per fare follower. O è come hai fatto esattamente tu con la canzone che gli hai dedicato?
Potrei dire quindi che l’hai fatto per i soldi? Non credo dai. Siamo papà. Non voglio neanche pensarci.
Quindi zitto che i figli si lasciano stare.
Ma sono contento, finalmente, è venuto fuori il vero Ax, quello che non sentivo da 20 anni, perché in questo non sei finto e di plastica come in questi ultimi panni.
Ti volevo ringraziare, era un po’ che non ero così virale, dai, hai fatto almeno la tua unica buona azione, magari alle porte col signore, in paradiso alla fine grazie a me, ti ci faranno entrare.
Vabbè dai, ho finito, vado a bermi un caffe,
È una noia sto funerale di pappon paradise,
E mi sa che per un po’ ci tocca ancora sopportare.
Non ti dico addio, ti dico ciao Alessandro
Perchè alla fine queste sono solo chiacchiere.
Fa si che siano chiacchiere per un futuro musicale migliore, è un occasione, tanto lo sai anche tu, che può essere molto superiore. Tu lo sai, hai fatto i successi, quelli veri, non le bolle di sapone.
Adios amigo”
Questa la risposta in musica a Invidia del Peneguzzi.

Speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali. In vent’anni ha realizzato oltre 8.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia” e nel 2205 “Ride bene chi ride ultimo”
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