Il successo a Ora o mai più non sembra aver turbato in alcun modo Pierdavide Carone, che ha trionfato nel programma di Rai1 con il 53% dei voti. Un’esperienza che gli ha permesso di tornare sotto i riflettori e riscoprire l’affetto del pubblico: «La cosa più bella è stata vedere che il pubblico ci ha messo un secondo a riaffezionarsi a me, e non era scontato».
Ha spiegato il cantautore a Vanity Fair.
Dopo anni lontano dal piccolo schermo, Carone ha accettato la sfida del talent show condotto da Marco Liorni con un atteggiamento maturo e distaccato: «Quando me lo hanno proposto ho riflettuto sul fatto che era da tanto che mancavo in tv, anche se di certo non stavo con le mani in mano. Mi stavo dedicando da un po’ di tempo ad altro, ma quando è arrivata la telefonata ho pensato che trovare uno spazio in cui suonare è sempre bello, così ho detto di sì».
Un ritorno segnato dalla crescita personale e artistica: «Mi sono trovato più pronto di quanto non fossi prima: tutto quello che ho fatto in questi anni, esibendomi con grandi orchestre e cori lirici, mi ha senz’altro aiutato. Ad Amici ero già un cantautore, ma molto acerbo: ho imparato a cantare strada facendo».
Dopo la vittoria a Ora o mai più, Pierdavide Carone è concentrato sul futuro. Il suo nuovo singolo, Non ce l’ho con te, affronta il tema della comunicazione familiare e delle incomprensioni che spesso affiorano tra le mura domestiche. «Vengo da una famiglia che si è disgregata in fretta e i cui rapporti sono stati molto tesi per tanto tempo. Fin da piccolo ho cercato di essere uno stabilizzatore dei vari umori, e questo probabilmente mi ha insegnato il valore del compromesso e a detestare il conflitto».
Ma le sfide non finiscono qui: l’8 marzo Pierdavide Carone parteciperà a San Marino Song Contest, la competizione che selezionerà il rappresentante della Repubblica del Titano per l’Eurovision Song Contest. Un’opportunità che potrebbe aprirgli nuove strade nel panorama musicale internazionale.
Per Carone, la musica è stata sempre un rifugio e un modo per esprimere le proprie emozioni: «Avendo poco spazio per i miei problemi, li urlavo sul palco. Infatti, non a caso, il primo genere che ho toccato è stato il rock: avevo bisogno di sfogarmi. La musica è stata, in questo, una grande terapia per me».
Un rapporto viscerale con la musica, nato fin dall’infanzia: «Da quando ho ascoltato il primo 45 giri della mia vita: era dei Beatles e avevo circa 6 anni. Lì ho capito che avrei voluto fare questo». Un sogno che continua ancora oggi, tra nuove canzoni, progetti e un pubblico che, ancora una volta, gli ha dimostrato affetto e vicinanza.

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