Primo Ascolto Top Ten

Primo Ascolto; scopriamo la Top 10 (+6) delle nuove uscite musicali del 16 gennaio 2026 secondo Stefano Brocks: ecco i brani promossi, da ascoltare subito!

Primo Ascolto 16 gennaio: la Top 10 delle nuove uscite

16 – Franco 126 – Occhi ingenui (ft. Ele A)
Uno dei cantautori indie dalla scrittura migliore incontra il nuovo fenomeno femminile della scena urban. Il brano non è originalissimo, ma rappresenta un buon mix di esperienze dei rispettivi. 

15 – Zach Bryan – Plastic cigarette
Cantautore acustico dal tratto folk, brano dall’incedere un po’ indolente. Va fortissimo sulle piattaforme in Usa. Merita gli si dia credito.

14 – Subsonica – Il tempo in me
Ecco un bell’esempio di un gruppo che non ha mai voluto replicare se stesso a costo di non fare pesare quanto di importantissimo ha fatto per la scena musicale nazionale e a costo di alienarsi un po’ di facile successo attuale. 

13 – Dargen D’Amico – Pianti Grassi
Si rappa e si canta, interessante declinazione della visione ironica di Dargen D’Amico, che cita una chiesa in cui hanno venduto l’organo per sostituirlo con i video su YouTube salvo scoprire che il bluetooth non funziona, come metafora di una società in cui si cercano le scorciatoie. Per nulla caciarone, ironico ma profondo.

12 – Gabry Ponte, Sam Harper – Words
Sorpresa: il campione della discoteca cassa in quattro un po’ tamarra ma senza esserla fino in fondo si inventa una produzione dal sapore soul con ritmiche house leggere. Bella la voce della cantante londinese. 

11 – Irama – Tutto tranne questo
Tanti singoli dal nuovo album, forse tutti un po’ simili in quanto ballate, ma ognuno con momenti memorizzaibli molto caratterizzanti. E il difficile è proprio questo, cercare su basi in qualche modo simili e ripetitivi di fare canzoni con propria personalità e riconoscibilità. Irama è un maestro in questo, peccato solo averne lanciate tante in troppo poco tempo, il che rischia di renderne difficile l’assimilazione.

10 – Hilary Duff – Roommates
L’operazione “rilancio dopo essere cresciuta” fatica a decollare. Troppo sovrapponibile a Taylor Swift, senza essersi portata il seguito da quando adolescente faceva qualche hit da classifica. 

9 – Casadilego – Verde foresta
Anche qui operazione rilancio dopo un lancio promettente ma mai riuscito. La differenza è che il pezzo è originale e forte, veloce, stile new wave cantautorale, chitarre avvolgente e qualche vocalizzo alla Cranberries.

8 – Santamarea – Zanzare
Band siciliana emergente degna di grande attenzione: cantautorato minimalista ma atmosfere sospese che si aprono in un ritornello memorabile. 

7 – Gemitaiz, MACE – <3 <3
Due che hanno definito l’universo urban italiano e che non si sentivano da un po’. Storia di una relazione intensa ma contorta, bellissimi flow, armonie e beat. “Quando sto con te la testa mi fa tudududuuuu” può sembrare una roba qualunque ma con tutto quell’rnb con cui viene espresso è uno dei tormentoni più affascinanti da anni. 

6 – Charlie Puth – Beat yourself up
Operazione rilancio doverosa per un bravo cantautore che ha un po’ rallentato l’attività. Revival popfunk a tutt’andare, ma c’è classe, idea e capacità di presa. Voglia di rnb moderno. 

5 – Stephen Sanchez – Sweet love
Vintage all’inverosimile, persino con loop afro di percussione e beat Motown. E mette un’allegria pazzesca. Ogni tanto si può e ci sta.

4 – Robbie Wiliams – All my life
Posticipato per scaldare il terreno, arriva l’album “Britpop”, sonorità nostalgiche di un’era che Williams ha vissuto solo marginalmente, poichè nel momento di massimo fulgore del genere era in una boyband popsoul. Poi nell’attività solista ha incontrato Guy Chambers, uno che il Britpop l’ha scritto davvero, e ne è stato protagonista nella coda conclusiva del millennio, in verità facendo più pop che brit. Ora ritorna a quelle sonorità che paiono provenire da un’epoca remota ma provocano un brivido alla Generazione X. E questo pezzo indubbiamente c’è, forte, orecchiabile, non originale ma nemmeno banale. E non c’è Chambers tra gli autori, eh. 

3 – Flea – Traffic Lights (feat. Thom Yorke)
EEEEhh?? Sì, A proposito di revival, anzi no. E’ tutto nuovo e inedito. Avete letto bene, cari fan del revival anni 90…il bassista dei Red Hot fa un disco solista e chiama il cantante dei Radiohead. Se ci fosse ancora un certo tipo di cultura per il disco e si fosse mantenuto l’alone di grandezza anche per quelli dell’età moderna, si griderebbe all’evento. Invece, tutto passa come sottofondo, complici anche le sonorità jazz molto creative e francamente poco ascoltate prima, altro elemento che 30 anni avrebbe fatto uscire di testa, quando si cercavano dischi in grado di aprire la strada a nuove idee e non il già sentito. 

2 – Madison Beer – Bad enough
Altra cantautrice più volte dipinta come prossima grande sensazione, porta un delicato tocco minimalista su melodie brillanti e sonorità avvolgenti. Ritornello dall’incedere lentissimo in cui è bello lasciarsi trasportare.

1 – Geolier – Canzone d’amore
Nuovo singolo e album in uscita per il campione dell’urban melodico napoletano. Un altro passo avanti, con una strofa che unisce il rap a segmenti quasi rock (ebbene sì), e un ritornello da stadio: sorprendentemente, senza alcun accenno neomelodico. Essenzialità pura. E il rap italiano, non solo napoletano, si apre a nuove frontiere. Molto molto interessante. 

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