Primo Ascolto Top Ten

Primo Ascolto; scopriamo la Top 10 (+10) delle nuove uscite musicali del 23 gennaio 2026 secondo Stefano Brocks: ecco i brani promossi, da ascoltare subito!

Primo Ascolto 23 gennaio: la Top 10 delle nuove uscite

20 – EroCaddeo – Odio il caffè
Sembra questo il cavallo su cui la discografia punta, tra i finalisti di X-Factor 2025. Una ballata che racconta la fine di un amore. L’ennesima, tra tanti artisti di questa generazione, e per questo a rischio di diventare rumore di fondo, pur non essendo male. 

19 – Paky – Tardi (ft Sfera Ebbasta)
Pare più minimalista e maturo, anche deciso a fare il salto di popolarità anche fuori dal circuito urban/trap dove obiettivamente è un big. C’è tensione evolutiva e sicuramente l’intervento di Sfera, al solito, offre la marcia in più. Il resto…resta un po’ fermo lì, nonostante la voglia di ampliare orizzonti.

18 – Gigi D’Alessio – Mezze verità
Anche Gigi a raccontare la fine di un amore ma indubbiamente ne ha in biografia, per cui è credibile. La scrittura è un po’ classica e rispetto ad altri brani del suo repertorio recente suona un po’ datato. 

17 – Petit, Mimì – Perdonami
Se le porte chiuse possono diventare un’opportunità, ecco due esclusi dalle selezioni di Sanremo Giovani, entrati papi dopo i talent ed usciti cardinali. Chissà se si rilanciano insieme. Un pezzo melodico non eccezionale, ma può essere utile. 

16 – Pinkpantheress & Zara Larsson – Stateside
Per emergere definitivamente, la nuova sensazione del pop inglese si accoppia artisticamente con la più famosa interprete di featuring, ovvero quella Zara Larsson che, chissà perchè, ha sempre più brillato nei dischi di qualcun altro che nei propri (Clean Bandit, Alesso, Guetta, mettiamoci persino Fedez). Elettronica dominante, mille remix differenti, soluzioni originali nel cantato.

15 – Zara Larsson – Lush life
Già in giro in Uk da mesi, viene ora lanciata anche in Italia, per i motivi vedi recensione sopra. Bel pezzo, perfetto per la decade precedente ma non per questo da derubricare a vecchio. Sonorità molto Clean Bandit guarda caso. Ps. Ma quanto mancano i Clean Bandit nella musica di oggi…

14 – Capo Plaza – Resta ancora un po’
Atmosfera dominata dal pianoforte e da ritmiche rnb, il flow scorre, senza indugiare nella trap. Ritornello con autotune per dare l’atmosfera.

13 – 22simba – Girasole (ft. Rkomi)
Generazioni e stili di rapper differenti si incontrano in un pezzo interessante, bel flow nella strofa, ruvido il giusto. Ritornello ipnotico e bel tappeto.

12 – Trigno – Parcheggio a ore
Il vincitore del circuito canto di Amici 24 cerca una chiave mid-tempo, pop-rock, comunicativa diretta, provando una voce più calda e sonorità soffuse ma decise.

11 – Louis Tomlinson – Imposter
L’ex One Direction che pareva più defilato è, Harry Styles, a parte, quello che più ha mantenuto il favore dei fans. Esce con un brano electropop diretto e deciso, e lo fa proprio nel giorno del grande ritorno dell’ex compare. Vedi come cambiano i tempi? Un tempo si sarebbe evitata la sovrapposizione per non costringere i fans a scegliere su chi investire i soldi di un disco, oggi la musica è gratis e il traino è la comunicativa migliore…

10 – Benji & Fede – Zero
Ballata costruita sul pianoforte, malinconia e intimità, tutto molto emotivo. Zero come il punto da cui sperano di fare ripartire una carriera interrotta inutilmente quando avevano tutto in mano. Dura, ma bisogna provare, il talento pop c’è sempre stato, occorre vedere se c’è ancora l’attitudine. Sarebbe stato preziosoSanremo, questo brano si prestava. 

9 – Moreno – Restart
Il primo rapper lanciato da Amici torna dopo addirittura dieci anni senza pubblicare musica, pagando lo scotto di essere arrivato troppo presto sui tempi dei gusti del pubblico, quando andare in tv per certo publico era vendersi al nemico. Sa rappare meglio di un sacco di coetanei e di più giovani, purtroppo è stato bruciato. Ma forse lo recuperiamo, ne varrebbe la pena. Brano originalissimo, energico, rabbioso, deciso, mai troppo duro.

8 – Mika – Spinning out
Torna a sorpresa il cantautore pop, dalle idee sempre creative ed originali ma da una dozzina d’anni non più baciato dal successo discografico. In questo disco gioca con l’elettronica, sperimentando ma sempre senza perdere in orecchiabilità. Dai che ritorna…

7 – Bresh – Introvabile
Chitarra e intimismo, forse pensando al suo mito De Andrè, anche se la scrittura oggettivamente è diversa. Poi nel ritornello cresce. Un brano introspettivo che segna un altro step nella proposta di un bravo cantautorapper. 

6 – Achille Lauro – Perdutamente
Altro estratto da un album zeppo di singoli tutti nel medesimo stile da “giovani col cuore infranto” ma incredibilmente efficaci nel distinguersi, quando invece l’ascolto di fila dell’album rende tutto un po’ troppo uniforme, per non dire informe. Invece staccati funzionano e restano. In questo pezzo poi, pieno dramma. 

5 – Tutti Fenomeni – Col tuo nome
Uno dei cantautori più interessanti del panorama indie “di seconda generazione”, chiamiamoli così per disgiungerli da quelli della decade scorsa, ma non per livello inferiore. Anzi, questi curano molto di più il sound, come in questo brano prodotto da Giorgio Poi. Scrittura musicale un po’ alla Paradiso, ma con modalità narrative diverse nei testi, dai toni più irriverenti, elettronica e basi curate, ritornello scioglilingua. Sarebbe stato un bel botto a Sanremo…

4 – Cosmo – Ciao
Originalissimo come sempre, minimalista nelle basi, nel cantato, nel testo. Almeno così la partenza. Poi cresce piano piano e non si può fare a meno di sorridere, pur non essendo un brano allegro. È curioso e gradevolissimo. 

3 – Blanco – Anche a vent’anni si muore
Ma Blanco è ancora un ventenne? Ebbene sì, 23, siamo ancora lì intorno. E’ esploso ancora minorenne e per questo rappresenta in pieno una generazione, ma con una maturità musicale e una capacità di innovare immensa, sia nel cantautorato che nella sua tutta personale declinazione moderna del rock (Qualcuno in sette anni ha mai trovato una canzone precedente o successiva in tutto il repertorio italiano che assomigliasse a “Notti in bianco”?). Inizialmente molti scambiavano certi alti e bassi umorali nelle composizioni come forzature, invece oggi ci accorgiamo di quanto il disagio giovanile sia un fatto e di quanto sia importante trovare modo di veicolarlo in musica, come produzione o come ascolto. Anche in questo brano montagne russe, testi disperati, ma la sensazione di avere qualcosa da dire di personale in cui collettivamente ci si possa identificare. 

2 – Taylor Swift – Opalite
Forte, veramente. Da tempo la cantante con più fans al mondo non usciva con una coppia di singoli dal potenziale tale da colpire anche al di fuori della ristretta cerchia. E’ stato un po’ questo per qualche anno il limite dei brani di questa diva: il rischio di rimanere trasparenti all’ascolto più generico, pur ben scritti e confezionati. Ritmo incalzante, strofa sommessa, ritornello di impatto anche se qualche “oh oh oh” lo rende un po’ più scontato di quanto ci si aspettasse durante l’attesa.

1 – Harry Styles – Aperture
Il disco più atteso del mondo, al punto da allestire come eventi superesclusivi alcune sedute di mero ascolto di UNA canzone nelle principali capitali europee. D’altronde, è l’ultimo divo rimasto, nei nostri giorni in cui tutto viene bruciato dalla comunicazione veloce. L’unico attorno a cui resta l’aura che nei decenni passati faceva grandi anche dei mediocri per un quarto d’ora warholiano di celebrità. E’ anche uno dei pochi a potersi permettere diversi anni di pausa tra un disco e l’altro, in modo da uscire con trovate originali. Qui c’è minimalismo elettronico psichedelico, atmosfere un po’ new wave nelle linee melodiche, un chorus che sa di attesa più che di liberazione. Insomma, è un disco originale e raffinato. L’avesse fatto Mika, però, che ha analogo potenziale creativo e di personaggio ed ha un disco in stile simile appena fatto, avrebbe avuto lo stesso risalto? Non solo di attesa ma anche di prevedibile successo? più che il brano conta quindi più la comunicazione, l’attitudine, il posizionamento. Ma forse è sempre stato così: anche il rock and roll era una cosa minore, finchè non arrivò il primo divo, un bianco capace di cantare come un nero e di avere personalità sul palco. 

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