Primo Ascolto Top Ten

Primo Ascolto; scopriamo la Top 10 delle nuove uscite musicali del 26 giugno 2026 secondo Stefano Brocks: ecco i brani promossi e bocciati, da ascoltare subito!

Primo Ascolto 26 giugno: la Top 10 delle nuove uscite

10 – Gabry Ponte ft. Jovanotti – Dna
Del tutto diverso da quello che ci si aspettava, ovvero un’operazione tipo “Oceanica” con Merk & Kremont. Non è nè singolo estivo nè brano di presa discotecara. Ma certamente è un tormentone. E con sonorità interessanti anche per nuovi spunti nelle produzioni dance, chitarre e batterie ci sono. 

9 – Prima Stanza a Destra – L’unico ricordo
Loro e Santamarea sono il futuro delle band nel rockpop italiano. Bel pezzo, sia accattivante al primo ascolto che da ascoltare attentamente in ripetuti approfondimenti. 

8 – Katy Perry – Watch it burn
Il suono di pop chitarristico moderno dei suoi album di 15 anni fa si è fatto classico, o meglio, viene da lei stessa recuperato come tale e con quel sapore, dopo che in generale è stato un po’ accantonato nella decade seguente. Pezzo energico e gradevole, ovviamente senza la forza dirompente delle sue hit giovanili ma tranquillamente affrancabile a loro. 

7 – Artie 5ive – Swag music
Già in hit parade da un mesetto, ora viene distribuito anche alle radio, valutandone il potenziale di crossover tra il pubblico. Il ritornello, che pure ricorda Macklemore & Ryan Lewis (ormai storia eh….), è una bomba irreisisitible. Poi sui testi da “riccanza” oda periferia, beh, è l’hip hop, bellezze.. siamo ancora a sindacare? .

6 – Benson Boone – Time of my life
Sentendosi forse all’apice di popolarità e creatività, il cantautore ci sgancia la ballatona e forse perde un po’ in imprevedibilità…ma quando nella seconda strofa entra la chitarra stoppata in ottavi è bello farsi trascinare. Peccato però per il tronfio finale epico, roba da Il Volo, insomma.E’ americano, ma qui ricorda gli inglesissimi Keane di Somewhere only we know. Altri inglesi invece ricordano predecessori americani….

5 – Sombr – My body isn’t ready
Davvero un’ascesa irresistibile per il cantautore inglese, insieme alla pubblicazione di un singolo dietro l’altro tutti fortissimi. Qui scopre una vena più intima, più melodica, con il piano a guidare la ballata e meno riverberi negli arrangiamenti. Forse meno originale come sound dei singoli precedenti, ma come scrittura all’altezza delle migliori ballate british. nello slancio di fine ritornello, beh, crediamo sia un complimento dire che ha un tocco americano da “The boys of summer” di post-Eagles memoria Henleyana. Ma nel complesso ricorda in certi cambi di registro la vocalità e la composizione di un certo Paul, oggi ancora in attività…

4 – Paul McCartney – Come inside
Il blues è un linguaggio eterno, questo pezzo suona modernissimo e lo sarebbe stato anche 80 anni fa. Poi c’è il talento di chi scrive, canta e suona tutti gli strumenti. Insomma, i ragazzini di Dungeon Lane ci sanno ancora fare eccome, meglio a 80 di quando ne avevano 45. Pezzo fortissimo, da stadio, blues rock energico con il pianoforte a dominare raffinando il tutto. 

3 – Kid Laroi ft. Khelani – Girls
Remix azzeccassimo di un brano rimasto un po’ sotto traccia, con il support di una brava cantante. L’urban pop evolve verso soluzioni raffinate ed armonie eleganti. Peccato solo che il duetto abbia fatto eliminare il bellissimo inserto rap dell’originale. Attenzione, la musica sta cambiando, probabilmente in meglio. Generi nuovi in vista….

2 – Juli ft Biagio Antonacci – L’ultima canzone
Come rendere Olly apprezzabile per i boomer. O come rendere gli artisti di lungo corso apprezzabili dai ragazzini, scegliete voi. In fondo la cosa evidente è il fil rouge che unisce il pop rap odierno al cantautorato pop di fine secolo scorso. Ci vuole ovviamente Juli, artefice della contemporaneità pop, ma anche il talento di una voce storica sempre a suo agio a muoversi in generi moderni che gli si confanno. Bel pezzo, mirabile l’intro di chitarra acustica, gradevolissimo anche il bandoneòn che affiora qua e là… stili noti creano generi nuovi anche in Italia…

1 – Levante – Malia
La moda dell’estate, assolutamente inedita, è il folk di ispirazione meridionale, traslato attraverso moderne ritmiche latine. In questo caso un tocco un po’ francese. E’ il filone aperto dal successo di “Al mio paese”, nel cui solco anche la stessa Levante apre un capitolo del suo repertorio in uno stile che aveva solo considerato marginalmente in passato. Le ragioni di questo successo in parte si trovano nel boom di Rosalìa ma anche nella (finalmente) necessità di guardare oltre l’abituale per cercare nuovi stili. E in questo caso gli stili sono a due passi da casa, magari in passato non considerati proprio perchè…passati. Soprattutto vengono declinati in maniera non banalizzante. incredibile, ma in un mondo in cui tutto è stato già inventato, trovare uno stile musicale nuovo è una meraviglia in sè. E l’Italia spesso va oltre anche il mondo anglosassone, prova ne sia ad esempio di come autorevoli testate Usa indicano il pop-rap italiano come un esempio da seguire, citando Olly come capofila. Tornando al brano di Levante, è molto bello, coinvolgente e suggestivo. 

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