Roberto Vecchioni, ospite di Mara Venier a Domenica In, ha parlato della morte del figlio Arrigo, scomparso a 36 anni lo scorso 18 aprile.
“Mi viene in mente Eschilo che diceva: “Si impara soffrendo”. Sì, perché la felicità non insegna niente. Il dolore ti insegna le cose, la felicità no. Dobbiamo impegnarci a capire come si può fo**ere il dolore. Io ho avuto un dolore molto grande, che non passa mai. Quando va via una persona così bella e così aperta come lui. Il mondo non se lo meritava. Lui ha lottato per 17 anni. Io sono convinto che ci sia un segno in tutto questo. Dio non fa mai le cose a caso. Per me adesso è importante il sorriso di mia moglie Daria.”
Queste le parole di Roberto Vecchioni, che così ricorda il figlio Arrigo. Il cantautore, poi, ha voluto sottolineare la forza della parola, con un messaggio legato al suo brano Sogna ragazzo sogna, portato anche sul palco di Sanremo 2024 insieme ad Alfa nella quarta serata.
“Io voglio far capire l’importanza della parola. Perché? La parola è la nostra vita. Il giorno prima di andare in pensione ho fatto ascoltare ai miei alunni “Sogna ragazzo sogna”. Io avevo un debito per questa canzone. Questo brano ha avuto poco successo e quindi l’unico modo era andare a Sanremo.”
Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
