Luca Jurman non perde il vizio e, in occasione di Sanremo 2024, prosegue nel suo sport preferito, denigrando… tutti!
“Ho ascoltato canzoni dozzinali non all’altezza di quello che il panorama internazionale richiede oggi. Non c’è una sola canzone che io possa definire una bella canzone sanremese destinata a rimanere nel tempo”.
Spiega a Fanpage.
“Annalisa? Cosa dovrei pensare della performance di una che canta Fra Martino Campanaro? Non è più una ragazzina e dovrebbe fare cose di alto spessore artistico, ma ha paura di farlo perché è come se tutta questa generazione dovesse abbassarsi a fare musichette dozzinali per poter avere successo, per vendere. Alessandra Amoroso mi ha deluso. Poteva fare molto di più tecnicamente. Angelina Mango sopravvalutata. Loredana Bertè grande artista ma era fuori intonazione, si racconta in modo vittimistico. Il Volo precisi e intonati, ma con un brano tra l’obsoleto e il banale. Geolier non mi è piaciuto. Dai Negramaro mi aspettavo un brano pazzesco e invece niente. La canzone di Mahmood non la trovo adeguata al Festival. Sangiovanni non lo considero neanche. I Ricchi e Poveri hanno fatto una brutta figura.”
A Luca Jurman non sono, quindi, piaciute le canzoni di Sanremo 2024.
“Mi aspetto che i Big in gara portino a Sanremo brani pazzeschi, perché è il festival della canzone italiana. Hanno aperto l’evento dicendo: “Niente sarà più come prima” e invece è stata una delusione totale. I brani di quest’anno, per certi versi, sono peggio di quelli dell’anno scorso. È un Sanremo che mi pare schiavizzato al mondo radiofonico e mainstream e allo streaming di Spotify e di YouTube. Da Sanremo ci aspettiamo canzoni che rimangano nella storia, apprezzate nel mondo, che diventino evergreen. Invece ci siamo trovati ad ascoltare interpreti magari intonati, ma con brani banali o che usano temi di sensibilità per farne uno scopo di ascolto personale. Questo non mi è piaciuto.”

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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