Arisa torna in gara al Festival di Sanremo 2026 con “Magica Favola” e lo fa con la consapevolezza di chi conosce profondamente il palco dell’Ariston. Due vittorie, un secondo posto e un’esperienza da co-conduttrice hanno segnato il suo percorso, ma questa volta – racconta – il ritorno ha un sapore diverso.
“Sanremo per me è la mia casa. È il sogno di bambina che si realizza. Il posto che ha accolto il mio sogno e l’ha fatto diventare realtà. Io sono molto grata al Festival, ci sarò sempre, anche quando non posso accedervi”, confida. E ancora: “Erano anni che volevo tornarci in gara. Ho capito quanto è importante partecipare al Festival. Vivo le esperienze come fossero le ultime, perché ho capito il valore”.
Il brano in gara, scritto da Arisa con Giuseppe Anastasi, Galeffi e i Mamakass, è una ballata intensa e cinematografica. “Magica Favola è un resoconto di una vita, un po’ manifesto generazionale, un po’ femminile”, spiega la cantante. La canzone racconta il viaggio emotivo di una donna dall’infanzia all’età adulta, tra scoperte, delusioni e desiderio di pace.
“Dopo tanti tentativi amorosi capisci che hai incentrato la tua vita solo sulla ricerca dell’amore romantico. Poi comprendi che l’amore è universale e può essere indirizzato in molteplici direzioni”. L’amore diventa così “oceano”, un luogo in cui perdersi e ritrovarsi, fino alla scelta di rinunciare alla “guerra del cuore” per cercare serenità e protezione.
Musicalmente, Arisa guarda lontano dalle mode: “Mi ispiro alle grandi melodie del primo Novecento, alle operette. Volevamo un brano che potesse resistere al tempo”. Una canzone “dal sapore Disney”, come la definisce lei stessa, ma con un tema profondamente contemporaneo: “Capita di capire di aver lasciato indietro qualcosa. Mi sono riappropriata della mia sensibilità, come quando eravamo bambini”.
“Foto Mosse”: un album di verità e femminilità scomoda
“Magica Favola” sarà inclusa in “Foto Mosse”, il nuovo album in uscita in primavera, a cinque anni dal precedente progetto. Un disco che Arisa definisce fondamentale: “È il primo disco in cui partecipo in maniera coraggiosa alle canzoni. Ero convinta di non essere all’altezza, ma ho capito che sbagliavo”.
Realizzato insieme ai Mamakass, con cui collabora da tempo, “Foto Mosse” è un racconto di cambiamenti: “È un disco di tanti brani che raccontano i vari momenti della vita, fotografati attraverso le canzoni”. Il titolo richiama proprio immagini non perfettamente a fuoco, ma autentiche.
“In questo disco esprimo la mia femminilità scomoda. Ci sono diversi lati di me, e alcuni brani sorprenderanno il pubblico”. A 44 anni, Arisa si sente ancora in cammino: “Mi sono concessa un periodo di solitudine. Vorrei trovare il coraggio per esplorare me stessa a fondo e lasciare un segno autentico”.
La cover con il Coro del Teatro Regio di Parma
Nella serata delle cover di Sanremo 2026, Arisa interpreterà “Quello che le donne non dicono” insieme al Coro del Teatro Regio di Parma. Una scelta che è insieme omaggio e dichiarazione d’intenti.
“Ho sempre amato questo brano, rappresenta una femminilità diversa, quella delle madri, delle donne comuni di cui mi sento rappresentante”. L’arrangiamento corale darà una dimensione quasi angelica al pezzo: “Volevo dare al brano una profondità diversa. Il femminile è in grado di cambiare il mondo”.
Arisa precisa: “Canterò attenendomi all’originale, dicendo alla fine ‘Sì’. Voglio essere inclusiva e libera. La violenza non c’entra, siamo esseri umani”.
Dopo Sanremo 2026, l’artista tornerà dal vivo con ARISA – LIVE PREMIÈRE, due date evento: il 22 maggio al Teatro Brancaccio di Roma e il 29 maggio al Teatro Lirico di Milano. Qui il link per l’acquisto dei biglietti.
“I concerti saranno un faro sul nuovo senza tralasciare quello che è stato”, promette. In scaletta non mancheranno “Sincerità”, “La notte”, “Meraviglioso amore mio” e “Controvento”, ma anche i brani di “Foto Mosse”.
“I miei brani del passato sono la mia sorgente. Sono il codice con cui comunico con il mio pubblico”.
Il sogno Eurovision e il tema Inno
Tra i desideri futuri, Arisa non nasconde quello dell’Eurovision: “Io vorrei tanto andarci. ‘La Notte’ è una hit internazionale, mi piacerebbe esportare la mia musica all’estero”. Un sogno rimasto in sospeso dopo la vittoria a Sanremo.
Sull’Inno e sulle polemiche legate alle interpretazioni, l’artista è chiara: “Quello che ha fatto Laura Pausini io non l’avrei saputo fare. Ha una vocalità incredibile. A lei si può concedere tutto”. E aggiunge: “Secondo me l’inno lo si può interpretare come si vuole. Ognuno lo fa a modo suo”.
Oggi Arisa si racconta diversa, più consapevole: “Io in questo momento sono sola. Da quando sto da sola mi sento più bella, più serena e più solare”. La felicità, dice, è “la consapevolezza di non poter avere tutto”.
Il Festival di Sanremo 2026 segna così una nuova fase della sua carriera: un ritorno alle origini, ma con uno sguardo maturo e libero. “Bisogna avere pazienza, non fermarsi mai. Io sono ancora in cammino”.
E questa “Magica Favola” sembra essere solo l’inizio di un nuovo capitolo.

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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