SENZA CRI Sanremo Giovani

Senza Cri racconta a Vanity Fair l’intervento per la rimozione del seno e il percorso personale che lo ha portato a sentirsi finalmente libero: «Passavo la vita a non vivere».

Senza Cri ha scelto di raccontare pubblicamente uno dei passaggi più importanti del proprio percorso personale. L’ex allievo della 24ª edizione di Amici ha rivelato di essersi sottoposto recentemente a un intervento di rimozione del seno, condividendo con Vanity Fair emozioni, difficoltà e una nuova consapevolezza del proprio corpo.

Per l’artista non binary, l’operazione rappresenta molto più di un cambiamento fisico. È un passo verso una libertà che per molto tempo aveva faticato a vivere pienamente e che oggi gli permette di guardarsi e mostrarsi con occhi diversi.

Senza Cri: «Ora mi piace mostrarmi a petto nudo»

Dopo l’intervento, Senza Cri ha iniziato a mostrarsi anche a petto nudo, senza nascondere le cicatrici lasciate dall’operazione. Un gesto che potrebbe sembrare semplice, ma che per l’artista assume un significato profondissimo.

«Perché in qualche modo mi piaccio ed è una nuova sensazione per me», ha raccontato a Vanity Fair.

Sono parole che raccontano una conquista personale: quella di riuscire finalmente a vivere il proprio corpo con maggiore serenità, senza la necessità di nasconderlo o modificarne continuamente la percezione davanti agli altri.

Le cicatrici, quindi, non vengono celate. Al contrario, diventano parte di una nuova immagine di sé e di un percorso che Senza Cri ha scelto di condividere anche con il pubblico che lo ha conosciuto durante Amici.

Il periodo ad Amici e la difficoltà di fasciarsi il seno

Proprio l’esperienza nella scuola di Amici ha rappresentato uno dei momenti nei quali il rapporto con il proprio corpo era particolarmente difficile.

Senza Cri ha raccontato di essere costretto a ricorrere al binding, cioè alla fasciatura del seno, per renderlo meno evidente. Una pratica che condizionava la sua quotidianità e che richiedeva tempo, attenzione e anche una notevole fatica fisica.

«Vedevo quanto fosse più semplice la vita degli altri ragazzi. Si svegliavano, facevano la doccia e andavano. Io dovevo chiudermi in bagno, fasciarmi e medicarmi, perché ti fai anche male».

Una routine che, secondo il suo racconto, finiva per creare una distanza ancora più forte tra lui e gli altri ragazzi della scuola.

Non si trattava soltanto del tempo necessario per prepararsi. La fasciatura aveva conseguenze anche sulla possibilità di muoversi liberamente e di sentirsi a proprio agio davanti alle telecamere e durante le esibizioni.

«Certe volte non hai ossigeno»

Il racconto di Senza Cri diventa ancora più intenso quando descrive le conseguenze fisiche e psicologiche di quella situazione.

«Certe volte non hai ossigeno», ha spiegato. «Questa pratica significava soffocare».

E poi una frase che restituisce il peso emotivo di quella condizione: «Era un iter che mi toglieva tempo e mi faceva sentire differente».

La sofferenza, nelle sue parole, non era quindi soltanto fisica. «Soffocavo anche metaforicamente, passavo la vita a non vivere», ha aggiunto.

Durante le performance, inoltre, Senza Cri racconta di aver limitato alcuni movimenti per paura che il seno potesse essere visibile. Anche cantare e stare sul palco, dunque, potevano trasformarsi in momenti nei quali prestare continuamente attenzione al proprio corpo.

Un nuovo rapporto con il proprio corpo

La rimozione del seno, nel percorso di affermazione di genere, può rappresentare un passaggio importante per alcune persone transgender e non binary. Nel caso di Senza Cri, il significato dell’intervento emerge soprattutto dal modo in cui oggi racconta il proprio rapporto con il corpo.

«Mi piaccio», dice.

Una frase apparentemente semplice, ma che assume un peso particolare dopo aver raccontato anni trascorsi a nascondersi, fasciarsi e controllare i propri movimenti.

Oggi Senza Cri può invece scegliere di mostrarsi a petto nudo, anche con le cicatrici dell’intervento, senza considerarle qualcosa da nascondere. È un’immagine che racconta una nuova fase della sua vita e un rapporto con il proprio corpo che sembra finalmente più libero.

Senza Cri e Antonia Nocca: la storia nata ad Amici

Parallelamente al percorso personale, continua anche la storia d’amore con Antonia Nocca, conosciuta proprio durante l’esperienza nella scuola di Amici.

I due erano compagni di banco e il loro rapporto è diventato progressivamente più evidente anche fuori dal programma. Nel settembre 2025, Antonia aveva condiviso sui social una fotografia nella quale baciava Senza Cri, rendendo pubblico il loro legame.

Oggi, mentre affronta un nuovo capitolo della propria vita, Senza Cri sceglie quindi di raccontarsi senza filtri, mettendo al centro una parola che sembra riassumere il senso del suo percorso: libertà.

Dalle difficoltà vissute nella quotidianità al bisogno di nascondersi, fino alla possibilità di guardarsi allo specchio e dire semplicemente «mi piaccio». Un percorso personale che Senza Cri ha deciso di condividere anche con il pubblico, trasformando una storia privata in una testimonianza di consapevolezza e di autodeterminazione.

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