Serena Brancale torna a Sanremo 2026 con “Qui con me”: una ballata intensa dedicata alla madre, che da il via a un nuovo capitolo artistico.
Lo scorso anno Serena aveva conquistato pubblico e critica con “Anema e Core”, certificato platino e diventato uno dei brani più amati della sua carriera. Una canzone solare, festosa, che ha vissuto una lunga coda di successo anche dopo il Festival. Oggi, però, la cantautrice e musicista sceglie di cambiare registro e di presentarsi a Sanremo con una proposta completamente diversa, più intima e consapevole.
“Qui con me”: una ballata che mette la voce al centro
“Qui con me” è una ballata r’n’b intensa ed essenziale, costruita su silenzi, respiri e una vocalità che diventa assoluta protagonista. «Avevo bisogno di tempo per trovare le parole giuste», ha spiegato l’artista. «È un brano con tanti silenzi che lasciano spazio alla musica. Voglio raccontare una storia e dedicarla».
Il brano è dedicato alla madre scomparsa, una ferita che Serena racconta senza maschere: «L’ho metabolizzata, ma resta comunque una ferita. La seconda strofa è la più difficile da cantare: è come se fossimo io e mia madre allo specchio. Parla della quotidianità che manca e che fa ancora piangere». “Qui con me” diventa così una cura per la nostalgia, un modo sereno e profondo di trasformare il dolore in musica.
Un’esibizione scarna e senza artifici
Sul palco dell’Ariston, Serena Brancale ha un’idea molto chiara di ciò che vuole fare: cantare, solo cantare. «La protagonista sarà la voce, non l’abito. Voglio stare immobile, con un’asta che non voglio nemmeno toccare», ha raccontato. Un’esibizione scarna, essenziale, che lascia spazio all’emozione pura. «In un brano del genere la lacrima è facile», ammette, consapevole del rischio ma pronta ad affrontarlo.
Accanto a lei, come già accaduto in passato, ci sarà la sorella Nicole Brancale nel ruolo di direttrice d’orchestra, a rendere il momento ancora più familiare e simbolico.
Il confronto con “Anema e Core” è inevitabile. Se lo scorso anno Serena aveva vissuto Sanremo come una festa, oggi il suo approccio è diverso: «Questa volta è la consapevolezza di voler portare qualcosa di importante. Ho passato un’estate stupenda, ma sentivo l’esigenza di portare me, non solo la festa. Volevo emozionarmi e far emozionare gli altri».
Non manca la consapevolezza delle possibili critiche: «C’è chi può pensare a una furbata. Ma io non mi sono posta domande. Anche lo scorso anno ci sono state critiche. Io voglio emozionarmi, e mi basta questo».
Un’artista sempre più internazionale
Il ritorno a Sanremo arriva dopo un periodo straordinario dal punto di vista live. Serena Brancale ha portato in tour uno show potente e contaminato, tra jazz, soul, elettronica, dialetto e groove, esibendosi anche su palchi internazionali di grande prestigio. Dai Blue Note Club di Tokyo, Shanghai e Seul, fino a una data esclusiva al Blue Note di New York, la cantautrice ha dimostrato quanto il suo “mood italiano” sia apprezzato anche all’estero.
«Quando vado fuori dall’Italia mi ricordo che non devo vergognarmi di come canto e di come parlo», ha raccontato. «Loro adorano gli italiani e quello che portiamo con orgoglio: la nostra tradizione».
Sanremo 2026 e il futuro
Alla domanda sull’Eurovision Song Contest, Serena preferisce restare concentrata sul presente: «Ora non ci penso. Voglio pensare a quello che posso dare in quelle serate. Si può lanciare un messaggio anche partecipando, ma oggi sono focalizzata sull’esibizione».
Intanto, all’orizzonte c’è anche un nuovo album: «Ho tante cose da raccogliere. Potrebbe chiamarsi “Il diavolo e l’acqua santa”», racconta sorridendo, a testimonianza delle sue molte anime artistiche.
Con “Qui con me”, Serena Brancale torna a Sanremo più nuda, vera e consapevole che mai. Un ritorno a casa che promette di essere uno dei momenti più intensi ed emotivi del Festival 2026.

Speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali. In vent’anni ha realizzato oltre 8.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia” e nel 2205 “Ride bene chi ride ultimo”
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