Dopo quasi trent’anni dall’omicidio di Tupac Shakur, il processo contro Duane “Keefe D” Davis entra nel vivo. Ammessa come prova l’intervista del 2008 alla polizia: ecco cosa cambia.
Dopo quasi trent’anni dall’uccisione di Tupac Shakur, uno dei più celebri casi irrisolti della storia della musica potrebbe finalmente arrivare a una svolta giudiziaria. Il 10 agosto prenderà il via a Las Vegas il processo a Duane “Keefe D” Davis, accusato di aver orchestrato l’omicidio del leggendario rapper, assassinato nel settembre del 1996.
La fase preliminare del procedimento ha già registrato una decisione destinata ad avere un peso importante nel dibattimento. Il giudice ha infatti stabilito che la registrazione dell’intervista rilasciata da Davis alla polizia nel 2008 potrà essere utilizzata come prova durante il processo.
L’intervista del 2008 sarà utilizzata in tribunale
La difesa di Keefe D aveva cercato di impedirne l’utilizzo, sostenendo che quel colloquio fosse stato riservato e quindi non ammissibile in aula. Una tesi che il tribunale non ha accolto.
Secondo l’accusa, infatti, Duane Davis ha successivamente raccontato pubblicamente la propria versione dei fatti in diverse occasioni, sia attraverso interviste sia nel libro autobiografico pubblicato negli anni successivi. Proprio queste dichiarazioni pubbliche hanno contribuito a rafforzare la posizione dei pubblici ministeri, convincendo il giudice ad ammettere anche la registrazione dell’interrogatorio del 2008 tra gli elementi probatori.
Un caso simbolo nella storia del rap
L’omicidio di Tupac Shakur rappresenta uno dei misteri più discussi della musica contemporanea. Il rapper venne colpito da diversi proiettili a Las Vegas il 7 settembre 1996, morendo sei giorni dopo in ospedale a soli 25 anni. Per decenni il caso è rimasto senza un responsabile processato, alimentando teorie, ricostruzioni e numerose inchieste giornalistiche.
L’avvio del processo contro Keefe D potrebbe ora segnare un passaggio storico. Per la prima volta, infatti, uno dei casi più emblematici e controversi della cultura hip hop approda davanti a una giuria, con l’obiettivo di fare luce su un delitto che ha segnato profondamente la storia del rap mondiale e che, dopo quasi trent’anni, potrebbe finalmente arrivare a una sentenza.
Foto Elgaroberro, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

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