X Factor 2026, Jake La Furia parla di talento, passione, TV e riflette sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella musica.
Per Jake La Furia, X Factor è innanzitutto uno show imprevedibile. Anche quando tutto sembra essere già inquadrato, infatti, il giudizio può cambiare rapidamente e una performance può ribaltare completamente le prospettive. Il rapper, alla sua terza esperienza al tavolo dei giudici, torna così a cercare insieme a Francesco Gabbani, Paola Iezzi e Irama quei talenti capaci di lasciare un segno anche dopo la fine del programma.
«X Factor sembra qualcosa di inquadrato, ma il giudizio può cambiare da un momento all’altro. È proprio questa incertezza a renderlo uno show imprevedibile», racconta Jake La Furia.
Ma cosa deve avere, secondo lui, un artista per riuscire davvero a emergere? Prima ancora della tecnica, l’attitudine. «Un artista deve avere un’attitudine verso la musica. Mi piace vedere chi si diverte nella musica, chi dimostra di avere una passione autentica».
Per Jake, partecipare a X Factor può rappresentare un’occasione straordinaria, ma non deve diventare semplicemente uno strumento per raggiungere la notorietà. «È l’occasione della vita, ma questo è un lavoro bellissimo e va fatto divertendoci». Il rischio, secondo il giudice, è che alcuni ragazzi confondano il desiderio di fare musica con quello di diventare famosi. «Tanti sbagliano pensando di voler essere soltanto famosi e non dei musicisti. La passione per la musica è fondamentale».
È proprio per questo che il suo obiettivo personale va oltre il successo televisivo: «Cerco un talento che vada oltre la trasmissione. Noi qui facciamo televisione, ma c’è chi fa musica». La speranza è quindi che X Factor possa accompagnare gli artisti anche nella fase successiva, aiutandoli a costruire una carriera reale. «La speranza è accompagnare gli artisti e riuscire, dopo la TV, a far uscire qualche talento. Stiamo facendo sempre meglio».
Jake osserva inoltre come il mondo della musica sia profondamente cambiato rispetto ai suoi esordi. «È cambiato non soltanto il mio genere musicale, ma proprio tutto il modo di gestire la musica e di promuoverla». L’X Factor, invece, è rimasto per lui una costante: «Quella caratteristica che ti permette di emergere in un ambiente nel quale sono già tutti talentuosi».
A essere cambiato è soprattutto ciò che circonda la musica. «Oggi abbiamo un’immediatezza e una facilità di utilizzo che possono essere sia un vantaggio sia uno svantaggio». Arrivare al pubblico è più semplice e veloce, ma proprio questa abbondanza può rendere più difficile distinguersi. «La quantità e la velocità non garantiscono necessariamente la qualità o l’unicità».
Il giudice affronta anche il tema dell’intelligenza artificiale nella musica, un argomento sempre più centrale nel settore. «Non ho ancora capito quali siano i confini». Jake, però, continua a rivendicare il valore dell’intervento umano: «Io ancora faccio musica scrivendo. Sono convinto che l’input umano sia ancora fondamentale».
Non è contrario, quindi, all’utilizzo delle nuove tecnologie, purché l’uomo resti al centro del processo creativo: «Finché c’è una partecipazione umana, io sono a favore dell’utilizzo». Del resto, osserva, ogni nuova tecnologia ha inevitabilmente generato discussioni e interrogativi.
Infine, il rapporto con gli altri giudici sembra essere già molto solido: «Ci siamo trovati bene fin da subito. Nessuno vuole prevalere sugli altri». Una sintonia che potrebbe rivelarsi fondamentale nel percorso che porterà alla scelta dei 12 protagonisti di X Factor 2026.

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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