Pinguini Tattici Nucleari 2024

Dopo 23 anni di musica, il Filagosto Festival si ferma. L’annuncio, dato dall’Associazione FilagoGiovani, segna la fine di una delle manifestazioni più importanti della provincia di Bergamo, un evento che ha visto passare sul suo palco alcuni dei nomi più rilevanti della scena musicale italiana. Tra questi, anche i Pinguini Tattici Nucleari, che hanno espresso il loro dispiacere e il loro sostegno alla kermesse.

All’indomani del Festival di Sanremo, la band bergamasca aveva condiviso sui social la lineup del Filagosto 2015, che li vedeva esibirsi accanto a Lucio Corsi e Dimartino. “Sanremo è sempre Sanremo, ma non dimentichiamoci mai che c’è qualche festival di provincia che arriva prima alle cose, prima di tutti”, aveva scritto la band, celebrando il valore delle realtà musicali indipendenti come il Filagosto.

Ieri, con la notizia dell’annullamento dell’edizione 2025, i Pinguini hanno nuovamente preso posizione: “Oggi questa è la realtà di tanti festival. È un peccato che non gli si riconosca il valore sociale e culturale che hanno”. Parole che suonano come un campanello d’allarme per l’intero panorama musicale italiano.

Le difficoltà che hanno portato alla cancellazione del festival sono molteplici. “Negli ultimi anni i costi per organizzare il nostro festival sono aumentati in modo esponenziale”, ha spiegato il presidente di FilagoGiovani, Beppe Carminati. A questo si aggiunge la mancata concessione dell’area in via delle Industrie, che dal 2019 aveva ospitato l’evento. “Solo la scorsa settimana i proprietari dell’area ci hanno comunicato che non rinnoveranno la convenzione”, ha aggiunto Carminati.

Dal 2003, il Filagosto è stato un punto di riferimento per la musica live, con un format che ha sempre puntato su nomi emergenti e artisti affermati. Negli anni, sul suo palco si sono esibiti Brunori Sas, Coma Cose, Willie Peyote, The Zen Circus, Dente, Modena City Ramblers, Verdena, Tre Allegri Ragazzi Morti, Coez, Colapesce, Lo Stato Sociale, Dargen D’Amico e molti altri. Un festival che ha sempre avuto l’ingresso gratuito, salvo l’introduzione nel 2023 di un biglietto simbolico per far fronte alle spese.

Nonostante lo stop, l’Associazione FilagoGiovani non intende arrendersi. “Questa decisione vuole essere anche una richiesta di attenzione verso le tante realtà come la nostra, che stanno diventando sempre più rare, schiacciate da un sistema che favorisce i grandi eventi commerciali”, ha sottolineato Carminati. “Ci guarderemo attorno, organizzeremo incontri, con la speranza di tornare nel 2026”.

Il Filagosto potrebbe essere solo l’ultimo esempio di un problema più ampio: la progressiva scomparsa dei festival indipendenti, fondamentali per la crescita culturale e musicale del paese. E, come ricordano i Pinguini Tattici Nucleari, sarebbe un peccato dimenticarlo.

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