L'Attimo-Fuggente-ph-Giovanna-Marino

Dopo il successo di ieri, venerdì 14 gennaio, anche questa sera al TAM – Teatro Arcimboldi Milano andrà in scena “L’Attimo Fuggente”, la trasposizione teatrale del film cult interpretato dall’indimenticabile Robin Williams, con la regia di Marco Iacomelli.

A vestire i panni del professor Keating è un superlativo Ettore Bassi, che tesse le fila di uno spettacolo intenso, commovente e corale. D’altronde, “L’Attimo Fuggente” racconta una vera e propria storia d’amore… per la poesia, il libero pensiero e la vita. Quello stesso amore che ci rende sempre pronti a tendere la mano verso chi ci sta accanto e che viene incessantemente nutrito dal coraggio di lottare per i propri sogni e per ciò in cui si crede.

Lo spettacolo segue fedelmente la pellicola, grazie all’adattamento firmato da Tom Schulman, vincitore del premio Oscar per la sceneggiatura italiana del film. Ci si ritrova così nel 1959, in un collegio maschile  del Vermont dove un gruppo di studenti della Welton Academy ridà vita alla “setta dei poeti estinti”.

Molti degli attori provengono dalla Scuola del Teatro Musicale di Milano e tra loro spiccano, per la capacità di far aderire perfettamente al proprio corpo gli abiti del personaggio interpretato, Matteo Vignati (Neil Perry) e Alessio Ruzzante (Todd Henderson).

La scenografia è scarna, essenziale, ma proprio per questo efficace. Di fatto, gli unici elementi scenici che vengono spostati sono le sedie, che rappresentano i banchi di scuola. I protagonisti sono così immersi tra le pagine di un gigantesco libro, dove spesso campeggia il testo di “O Captain! My Captain”, poesia scritta da Walt Whitman dopo aver appreso dell’assassinio del presidente Lincoln.

Rinnovando l’emozione in chi ha forte la memoria della pellicola cinematografica e facendola invece scoprire a più giovani, che probabilmente non conoscono questa storia, la trasposizione teatrale de “L’Attimo Fuggente” ci ricorda che “il potente spettacolo continua e tu puoi contribuire con un verso”. Basta guardarsi dentro, smettere di provare vergogna e concedersi, per una volta, la possibilità di essere felici. Perché è questo – credo – l’unico modo per riuscire veramente a cogliere l’attimo. Lasciamo dunque entrare nelle nostre vite il professor Keating, ascoltiamolo e lasciamoci stanare nelle nostre fragilità. Con empatia, ci incoraggerà a non mollare e ci aiuterà a rendere straordinaria la nostra vita!

La sinossi de “L’Attimo Fuggente

Nel 1959 l’insegnate di letteratura John Keating viene trasferito al collegio maschile “Welton”. John è un professore molto diverso dai soliti insegnanti e vuole che i ragazzi acquisiscano i veri valori della vita. Insegna così loro a vivere momento per momento, perché ogni secondo che passa è un secondo che non tornerà mai più. Carpe Diem… cogli l’attimo. L’entusiasmo di Keating conquista lo studente Neil Perry componente della setta segreta “I poeti estinti” di cui fa parte anche Charlie Dalton. Quest’ultimo inserisce nel giornale scolastico la richiesta di ammettere anche le ragazze nel collegio maschile, destando l’ira del preside Nolan e venendo punito.

Nel frattempo Perry, seguendo la filosofia del professore, si dedica al teatro, la sua vera passione. Il padre di Neil, però, non accetta che il figlio si dedichi a un’attività che possa distrarlo dagli studi ed esige che il ragazzo lasci immediatamente la compagnia. Neil disobbedisce, debuttando sul palco e strappando grandi applausi grazie al suo talento. Il padre, furioso, riporta il figlio a casa avvertendolo che lo avrebbe iscritto a un’accademia militare e che avrebbe studiato per diventare medico. Neil, disperato, prende la pistola del genitore e si suicida.

La tragedia induce il preside Nolan a espellere il professor Keating per aver spinto il ragazzo a inseguire i suoi sogni, contrari a quelli del padre. L’intera classe di Keating dà così l’addio al professore, salutandolo in piedi sui banchi con “O capitano! Mio capitano!”.