Recensione di “Canto d’amore“, il nuovo singolo di Angelina Mango e Marco Mengoni: l’autenticità di due artisti che si sono divertiti a sperimentare.
Negli ultimi giorni sono girati sul web diversi indizi che facevano pensare a una nuova collaborazione tra Angelina Mango e Marco Mengoni a distanza di due anni da “Uguale a me“, primo incontro tra i due contenuto in “Pokè melodrama“, album di debutto della cantautrice lucana: prima la pubblicazione sui social di una live condivisa che mostrava un insieme di ragazzi cantare all’unisono lo stesso ritornello e, nelle ultime file del gruppo, si potevano riconoscere proprio Angelina e Marco, poi la nascita su TikTok di un profilo dal nome @canto.damore i cui contenuti sono stati ripubblicati da entrambi gli artisti hanno mandato i fan in fibrillazione e queste voci, nella giornata di ieri, sono state effettivamente confermate. Arriva a mezzanotte in radio e sulle piattaforme digitali “Canto d’amore“, noi di iMusicFun l’abbiamo ascoltata in anteprima e vi raccontiamo come suona.
Chi pensa che Angelina Mango e Marco Mengoni abbiano sfornato il tormentone dell’estate 2026 si sbaglia di grosso: “Canto d’amore” non è una hit estiva, non riprende le classiche formulette del genere e non è neanche una canzone da primissimo ascolto. E così, a sbagliarsi di grosso, è anche chi pensa che possa essere la classica collaborazione costruita a tavolino dell’oggi proprio perché ci troviamo di fronte a un brano che non è uno spacca-classifiche e non è pensato apposta per funzionare: difficilmente potrà entrare tra i classici del repertorio di Marco Mengoni e, anche per quanto riguarda il percorso di Angelina Mango, trova più un filo diretto con la dimensione intima del recente “Caramè” che con quella più pop del post-Amici e vittoria a Sanremo.
Ciò che emerge qui è l’autenticità di due artisti che si sono divertiti a sperimentare e a proporre qualcosa di diverso e inusuale per le orecchie di chi conosce l’attuale mainstream: perché “Canto d’amore” ha sì una struttura e una produzione contemporanea che si intersecano, però, con la grande tradizione mediterranea dei canti popolari e, in questo, suona assolutamente come una novità tra i brani attualmente in radio. È il coro il grande protagonista del pezzo in un ritornello che vede i due artisti quasi fare un passo indietro per lasciare spazio a una pluralità di voci che nasconde il significato di una proposta riflessiva, introspettiva e personale, ma che trova nella condivisione il proprio fine.
“Canto d’amore” riflette, infatti, sulle contraddizioni che caratterizzano l’animo umano (“Per imparare facciamo errori“) e vuole essere un invito ad accettarsi nella propria incompletezza, abbandonando l’idea di perfezione che ci viene richiesta e sapendo accogliere anche la fragilità. Non è un caso che Angelina sembra riferirsi alle difficoltà personali vissute prima dell’uscita di “Caramè” quando, nello special, canta che “io canto d’amore perché non ho voglia ancora di soffrire, io canto d’amore che è l’unico modo per non impazzire“, con la musica a recitare, quindi, un ruolo salvifico.
Emblematico, in questo senso, che il ritornello si chiuda con il verso “finché ho un filo di voce griderò le parole che non sai, che non ti ho detto mai, quelle di un canto d’amore“. Angelina e Marco diventano parte del coro perché il loro canto si fa sinonimo di una voglia di stare insieme e di creare una comunità in cui riconoscersi: è, infatti, la vicinanza dell’altro ad arricchirci e a completarci ed è proprio questo desiderio di coralità a rappresentare il cuore di un brano perfettamente riuscito perché lontano da un’idea di musica troppo incastrato nella stagionalità. “Canto d’amore” arriva a metà giugno ma, a differenza della maggior parte delle canzoni che escono in questo periodo, sarebbe potuta uscire in qualsiasi altro momento dell’anno, ed è anche qui che sta la sua forza.

Classe ’92, ho iniziato a scrivere di musica nel 2020 aprendo un mio blog con cui ho catturato le primissime attenzioni di artisti e addetti ai lavori, in particolare di Kekko Silvestre dei Modà, la persona che, più di tutti, mi ha spinto a credere in questa strada. Dal 2022 ho, quindi, iniziato a collaborare con due siti di informazione musicale focalizzandomi su recensioni, approfondimenti e analisi del settore
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