Ermal Meta

Recensione di “Calma metafisica“, il nuovo singolo di Ermal Meta disponibile da venerdì 15 maggio

È un contro-tormentone quello che cerca Ermal Meta con “Calma metafisica“, il suo nuovo singolo disponibile da venerdì 15 maggio in radio e sulle piattaforme digitali. Il brano ha, infatti, un’anima profondamente estiva dal punto di vista delle sonorità tra synth e ritmiche che cercano di farlo suonare il più immediato possibile ma, dal lato testuale, subentra un’inquietudine di fondo che è figlia di ciò che accade nell’attualità (“Tra notizie di cose lontane che ci bussano dietro la porta, e le nuove paure del mondo che ci vuole già pronti stavolta“).

Un progetto giocato, quindi, interamente sui contrasti e, a confermare questa caratteristica, c’è anche il video ufficiale realizzato con l’intelligenza artificiale in cui, alle immagini della spiaggia che strizzano l’occhio alla commedia italiana in stile “Sapore di mare” e che cercano di rievocare la spensieratezza degli anni ’60, subentrano sullo sfondo degli elementi di disturbo come esplosioni e aerei militari per ritrarre la fotografia di un presente in bilico tra il desiderio di evasione e la percezione del rischio.

Se l’idea iniziale di pubblicare una canzone che suona leggera rivolgendo comunque lo sguardo all’attualità è assolutamente da promuovere, il risultato finale non convince, però, fino in fondo soprattutto per un ritornello che cerca a tutti i costi il motivetto canticchiabile con immagini banali e un incedere veramente troppo telefonato. La sensazione è che Ermal abbia voluto inseguire forzatamente ciò che funziona su quelle radio che, negli ultimi anni, non gli hanno riservato un grande sostegno, senza però rinunciare alla sua anima da cantautore ma non riuscendo a portare a casa né l’una né l’altra cosa. Da una parte perché oggi non ha le spalle abbastanza forti per conquistare i vertici dell’airplay radiofonico e difficilmente potrà farlo con questo brano, dall’altra perché da un cantautore del suo calibro ti aspetti qualcosa di più ricercato di un ritornello tutto giocato sulla ripetizione “Devi stare calma, calma, calma, piedi nella sabbia, sabbia, sabbia“.

E qui diventa inevitabile rivolgere lo sguardo a “Funzioni vitali“, l’ultimo album del cantautore pubblicato poche settimane fa e già accantonato dopo la sola uscita di “DeLorean” e “Stella stellina“. Ermal, con la trasparenza di sempre, aveva già annunciato che non sarebbe stato estratto nessun altro singolo dal progetto perché “le canzoni contenute nei dischi già pubblicati non possono essere usati come singoli in quanto per gli algoritmi delle varie piattaforme sono ritenuti già vecchi“. In sintesi: le canzoni contenute negli album non entrano nelle playlist e, quindi, è meglio evitare di lanciarle come singoli. Un ragionamento ormai comune a tutta la discografia che ignora, però, come non tutte le proposte musicali possano dipendere dal modus operandi delle piattaforme streaming. Ermal Meta non vive di playlist come un trapper qualsiasi e, quindi, ha poco senso accantonare subito un disco, soprattutto quando ci sono brani come “Almeno tu” e “Avanti“, assolutamente adatti alla stagione estiva e sicuramente più meritevoli di diventare singoli rispetto a “Calma metafisica“.

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