Marco Mengoni Materia Pelle

Da ben tre settimane nella Top 5 degli album più venduti in Italia, “MATERIA (Pelle)” è il secondo capitolo di “MATERIA“, il nuovo e attesissimo progetto di Marco Mengoni, inaugurato con la pubblicazione di “MATERIA (Terra)“.

L’album è figlio di una curiosità insaziabile e di tutti quei viaggi, fatti dentro e fuori noi stessi, che diventano un’incredibile opportunità di crescita personale. Perché la vera sfida è accogliere senza giudicare, riuscire a scorgere ovunque bellezza e lasciarsi contaminare senza paura.

In “MATERIA (Pelle)” convivono così, all’interno di uno stesso disco, la scuola cantautorale italiana, l’elettronica e un sound a tratti molto etnico, con ritmiche trascinanti riconducibili alla tradizione musicale africana. C’è poi un profondo desiderio di incontrare l’altro (“Attraverso Te” feat. La Rappresentante di Lista), non importa dove, e di cambiare per lui, cercando di non ricommettere gli stessi sbagli (“Migliore di Me“). Insomma, “MATERIA (Pelle)” è un album in costante movimento che, come un esperto funambolo, cammina su un filo che tiene insieme il passato e il futuro, senza però mai distogliere lo sguardo dal momento presente.

Marco Mengoni, la recensione di “MATERIA (Pelle)”

Rispetto a “MATERIA (Terra)” quest’album segna un evidente cambio di rotta, per lo meno dal punto di vista musicale. A livello testuale, invece, in “MATERIA (Pelle)” Marco Mengoni continua il lavoro introspettivo iniziato col precedente album. Ed è così che, dietro ritmiche travolgenti e un sound frizzante e spensierato, si nascondono tematiche ben più profonde.

Sotto questo punto di vista, “Unatoka Wapi” – che in lingua swahili vuol dire “da dove vieni?” – è forse il brano-manifesto dell’intero progetto. La canzone pone infatti l’accento su una domanda che ultimamente non viene più fatta per la voglia di scoprire veramente la storia di qualcuno, ma piuttosto per giudicarla. Mengoni parla dunque del bisogno di difendersi “dalla gente che non sa vedere oltre le apparenze” e anche dell’arte di cadere, che definisce un’attitudine (“Chiedimi Come Sto” feat. Bresh).

In “MATERIA (Pelle)“, però, lo sguardo non è rivolto solo all’esterno. Ed è così che, in brani come “Migliore di Me“, il cantautore di Ronciglione si mette totalmente a nudo. Partire, andare in India e poi cercarsi altrove. Riconoscersi come il più grande nemico di se stesso e riuscire finalmente a fare pace con i propri guai. È questo il ritratto di cui Mengoni ci chiede di perderci cura, mostrandoci la sua pelle – custode di un tempo passato, di incontri e di esperienze -, le sue cicatrici e tutte quelle ferite che hanno ancora bisogno di essere medicate.

“Troverò i tuoi occhi sulla mia porta

e li terrò nei miei occhi come una volta”

“Ancora Una Volta” feat. Samuele Bersani

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