Con il suo stile che lo porta ad inventare in ogni brano una “lingua sonora” che si alterna a strofe in italiano, nel suo nuovo singolo 22:22 racconta la vecchia condizione da “Never Boy” e spiega come ne è uscito. Il tutto su una produzione musicale intima creata appositamente da thy Alien, producer con cui il rapper classe 2000 collabora da quando ha iniziato ad approcciarsi alla musica.
“Ho conosciuto persone che sono per natura positive e intraprendenti. In questo brano ho voluto però occuparmi di chi vorrebbe essere propositivo ma ha la tendenza a procrastinare, a vedere le cose più grigie di quello che sono realmente. Questo è un ‘Never Boy’. Io lo sono stato e non voglio più esserlo”.

Chi è 22:22
22:22 inizia a farsi conoscere nel circuito underground da adolescente, con le battle di freestyle e dei testi molto conscious. Dopo aver incontrato il producer thy Alien, i due realizzano insieme decine di singoli e un primo album non ufficiale. Nel 2019 cambia tutto. 22:22 si trasferisce a Milano e crea uno stile musicale basato sull’astrazione delle parole, puntando tutto sulla fonetica e ignorando la semantica. Nel 2021 si fa poi notare durante i bootcamp di X-Factor, soprattutto perché è autore della prima esibizione a cappella della storia del programma. Da questa esibizione nasce “Ne avevo bisogno“, il suo precedente singolo in cui vengono riversate tutte le parole non dette nei suoi brani “futuristi”.

Classe 1998, negli ultimi 4 anni ha collaborato con diverse emittenti radiofoniche. Di notte recensisce musica, di giorno ne parla con gli artisti. Nostalgica ed empatica, scrive spesso nei giorni di pioggia. La musica? Un ricordo senza origine che ha ribaltato ogni prospettiva.
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