È morto Aldo Ascolese, cantautore e chitarrista genovese. Una carriera dedicata a raccontare Genova e la grande tradizione della canzone d’autore.
È morto Aldo Ascolese, cantautore e chitarrista genovese che per oltre trent’anni ha raccontato attraverso la musica la sua città, le sue atmosfere e le storie delle persone che l’hanno vissuta. L’artista è scomparso mercoledì, a 62 anni, dopo una grave malattia.
Nato a Genova il 17 marzo 1964, Ascolese proveniva da una famiglia numerosa e di umili origini. Il padre era muratore e Aldo aveva iniziato a lavorare giovanissimo, appena quattordicenne. Nella musica aveva però trovato la sua forma di espressione più autentica.
Autodidatta, aveva imparato da solo a suonare la chitarra, senza frequentare lezioni, dedicandosi alla scrittura di testi e musiche. La sua sensibilità e la passione per la fotografia gli avevano insegnato a osservare la realtà con uno sguardo particolare, trasformando in canzoni dettagli apparentemente semplici: le luci, i colori, i sapori, i personaggi e le atmosfere di Genova.
La sua musica si muoveva tra cantautorato, tango e milonga, sostenuta da una voce calda e profonda e da un’intonazione precisa. Ma uno degli aspetti più riconoscibili del suo percorso era il rapporto con la grande tradizione della canzone d’autore genovese.
Nel corso della carriera Ascolese aveva partecipato a numerose rassegne, manifestazioni e trasmissioni televisive RAI e Mediaset, ottenendo diversi riconoscimenti. Tra le esperienze più significative c’era stata anche la partecipazione alla prima rassegna dell’Isola in Collina, organizzata da Amilcare Rambaldi in memoria di Luigi Tenco.
Importante anche il rapporto con alcuni dei grandi protagonisti della musica italiana. Ascolese aveva infatti condiviso il palco con artisti come Francesco De Gregori, Fabrizio De André, Francesco Guccini, Pierangelo Bertoli e Roberto Vecchioni.
Proprio il suo legame con De André rappresentava uno degli elementi più emozionanti del suo percorso. L’amico Franco Taulino lo ha ricordato con parole particolarmente significative: «Nel cantare De André nessuno era come lui: se chiudevi gli occhi sembrava di riascoltare Faber».
Con la scomparsa di Aldo Ascolese, Genova perde così un artista che aveva fatto della propria città una fonte inesauribile di ispirazione. Per oltre tre decenni ha raccontato una Genova quotidiana e autentica, fatta di persone, sentimenti, immagini e piccoli dettagli, trasformandone l’anima in musica.
Un cantautore che non aveva avuto bisogno di allontanarsi dalla propria terra per trovare la propria voce: aveva scelto di guardare Genova da vicino e di restituirla attraverso le sue canzoni.
Foto dai social di Aldo Ascolese

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