Simone Pittarello

Arthur è il primo singolo estratto dall’album Lo Sconosciuto di Simone Pittarello. Il video è in anteprima su IMusicFun.

Come tutto il disco da cui deriva, anche questo brano è completamente suonato e registrato in casa dell’artista stesso.

Nato inizialmente come breve racconto su una macchina da scrivere, Arthur diviene una canzone solo in seguito, con l’utilizzo della tecnica Stacks Method ideata da Ryan Adams, cantautore statunitense.

Il risultato ha quasi un sapore punk-rock, è energico e privo di fronzoli, che guarda ai rapporti umani con un occhio disincantato pur senza dimenticare l’ispirazione poetica.

Simone Pittarello

“Arthur è nata da una suggestione poetica e dall’utilizzo di un particolare metodo di scrittura denominato “The Stacks Method”: scritto inizialmente come breve racconto battuto su macchina da scrivere, è divenuto in seguito un brano che tenta di esplorare con sguardo disincantato e a tinte intense i paradossi degli attaccamenti affettivi disfunzionali, cercando di darne una chiave di lettura cruda e poetica al tempo stesso.”

Così Simone descrive il nuovo singolo.

Simone Pittarello

Anteprima Video “Arthur” di Simone Pittarello

Il video collegato al lancio del singolo è una versione in presa diretta dello stesso, registrata senza playback o basi.

“Per questo brano, e i singoli di prossima uscita, abbiamo scelto come videoclip la presa diretta di un live in studio durante il quale audio e video sono entrambi stati registrati dal vivo senza alcun playback, un modo per rendere più intimo il messaggio della canzone”

Video registrato in presa diretta a 432Hz, presso D.rec Studio di Villa del Conte (PD) da Denis Mamprin. Riprese e montaggio video di Danilo Bellon.

Arthur, il testo

(S.Pittarello)

(la) Metà delle persone che incontri per la strada

non escon da se stesse per paura di restare sole

(e) se incontrano qualcuno che sia in grado di capirle

loro non lo vedono nemmeno, ma se lo vedon scappan di sicuro

RIT.

Ma ti ricordi Arthur? Si è aggrappato così forte alla gonna della Vita, così forte da lasciarci giù le dita.

Oggi compio 16 anni e l’unica speranza che ho di diventare vecchio è vivere;

è vivere in un modo che potrebbe uccidere, potrebbe uccidere chiunque altro: che se non sbaglio

poi mi fanno santo.

RIT.

Le ripeteva di star bene senza mai guardarla e lo farei io stesso se non fosse che mi manca

il fegato di dirti: “Son felice (che) tu sia qui, stavo per venire io da te per dirti di andartene.”

Hai regalato per il compleanno di tuo padre

una scatola di cioccolato ed un fucile

e adesso che morire in mare non fa più rumore, comprati anche il mio dolore,

che abbiamo perso ogni pudore

RIT.

Ma chi ricorda Arthur? Si è aggrappato così forte alla gonna della Vita, così forte da lasciarci giù le dita.

RIT.