Bugo

Bugo è stato innegabilmente uno dei protagonisti dell’ultimo biennio. Il cantautore due anni fa, proprio in questi giorni, veniva indicato come uno dei partecipanti al Festival di Sanremo 2020 in coppia con Morgan. Un momento che, nel bene e nel male, ha rappresentato una svolta per la sua carriera.

Dopo averlo apprezzato nel Concerto di Natale di Canale 5 e in attesa di poterlo vedere su Sky come concorrente di Pekin Express, Bugo ha scritto un lungo post nel quale chiude un biennio comunque importante e si concentra sul futuro.

https://www.instagram.com/p/CX1D2FjMBFS/

Bugo, il post social

Queste le sue parole.

“Nell’ultimo mese vi ho fatto vedere i videoclip di tutti i miei singoli di questi 20 anni, un modo per riappropriarmi un’altra volta della mia storia, per non perdermi. Sono stati 2 anni estremamente strani per me, ci vuole forza di volontà per restare in equilibrio. Ho toccato Sanremo 2 volte e ho sentito sia l’affetto del pubblico che l’ostracismo e la derisione.

In molti hanno pensato di prendersi gioco di me, usando il mio nome a sproposito. Dimenticando che prima della notorietà esiste la dignità. Le mie imprecisioni sono state ingigantite a dismisura creando attorno al mio nome un certo clima di diffidenza. Diciamo pure che la stampa e certo ambiente musicale si è divertita alle mie spalle, molti personaggi si sarebbero meritati due belle pedate in culo. Non fossi stato forte e determinato sarei già caduto in depressione. Fortuna è che ho sempre avuto una bella dose di cinismo che mi ha permesso di sopravvivere, fregandomene di tutto, per quanto fosse possibile.

Ma i colpi li ho ricevuti, eccome, cosi, a gratis, senza una ragione seria. I colpi li ho sentiti eccome, sarebbe falso dirvi che sono un supereroe che non è stato ferito. In 2 anni ho letto un solo articolo che rendesse giustizia alla mia storica uscita liberatoria (l’articolo in questione è di Nicholas David Altea). Gli altri cento e più articoli sono stati solo per sminuirmi. La stampa preferisce il trash allora? Pare di sì. Sono stato praticamente in silenzio per 2 anni, non ho mai replicato alle innumerevoli bassezze che sono state dette e scritte su di me. Ma perché questo accanimento nei miei confronti? Ho preferito il silenzio, cosa che ha mandato in tilt il cervello di molti. Per due anni sono stato zitto, ma non lo farò ancora per molto.

Dicevamo dell’affetto della gente. Quando cammino per strada le persone sono estremamente gentili con me, riempiendomi di parole di stima. La gente reale ha capito perfettamente chi sono, ha compreso perfettamente la mia uscita. La gente capisce quando le cose vengono fatte con il cuore, capisce perfettamente quando una persona non può accettare un gioco infame. La gente non puoi fregarla, non è maliziosa come la stampa o come certi personaggi della Tv, tipo, per citarne una, la deludente Littizzetto che recentemente mi ha citato in modo confuso ed inappropriato.

Certe persone della Tv, della stampa e anche certi colleghi hanno perso la testa con quello che è successo a Sanremo 2020, si sono completamente rincoglioniti, facendo dichiarazioni ai limiti della diffamazione, in un processo mediatico che ancora continua, processo per cui tutti questi fenomeni si sentono in dovere usare sempre una parola di troppo quando si tratta di parlare di me, qualcosa che, come in molti hanno notato, rasenta il bullismo mediatico. A me i bulli hanno sempre fatto ridere, perché sono persone deboli e frustrate, che attaccano solo perché vivono con grandi complessi di inferiorità.

Una persona che vive la propria vita non ha bisogno di attaccare o di fare il bullo. Quindi se vedete un bullo, fregatevene, anzi fatevi ancora più forti difendendovi.

Questo lo dico anche a me stesso, che mi sono dovuto difendere da ripetuti attacchi giornalistici e non che hanno reso questi due anni ancora più difficili del normale. Ricordo soprattutto il Sanremo di quest’anno, che si è trasformato all’improvviso nel Festival dell’intonazione, in cui io venivo massacrato con ferocia e un pizzico di soddisfazione per le mie imprecisioni. Ma come fai a spiegare a tutti questi giudici improvvisati che nella storia della musica esiste gente come Lennon, Dylan e Battisti? Sanremo è il Festival di quelli che cantano tutti alla stessa maniera, impostata, noiosa. Io non sono così. Persino la Bertè si è espressa sulla mia voce invitandomi a cambiare mestiere. Avete letto bene, la Bertè. Ve lo dicevo che in molti si sono rincoglioniti, tutti giudici sono diventati. Si sono divertiti tutti a parlare di me in questi 2 anni, tutti si sono divertiti tranne il sottoscritto, io non mi sono divertito. Non sono qua per lamentarmi, sono qua per raccontarvi come mi sento e come stanno i fatti dopo due anni pazzeschi, in cui ho capito un po’ di più come è fatto il mondo e di com’è fatto l’animo umano. Due anni in cui non mi è stato concesso di esprimermi davvero coi i concerti. I pochi che siamo riusciti ad organizzare sono stati fatti col migliore intento da parte mia, seppur fatti col freno a mano tirato a causa delle restrizioni. Riusciremo a togliere questo freno a mano prima o poi?

L’impressione è si debba partire da zero. La pandemia ha azzerato tutte le nostre certezze. Il mondo è cambiato. Chissà se i giornalisti musicali sono cambiati. Chissà se la Bertè è cambiata e insieme a lei tutti i fenomeni maestri mondiali della musica e dell’intonazione perfetta divina. Io certamente sono cambiato, affrontando negli ultimi 2 anni una tempesta personale e lavorativa che mai avrei immaginato.

Parto da zero allora con alcune nuove idee, sono tornato in studio e sto scrivendo nuove canzoni (non è vero che ho presentato una canzone per Sanremo 2022, come erroneamente ho letto da qualche parte). Prossimamente vedrete alcuni cambiamenti nei miei social, perché è giusto così. Non vedo l’ora di poter dire: adesso tocca a me, adesso tocca a me divertirmi!

Vi saluto in primo luogo ringraziandovi per avere letto queste righe, e soprattutto per augurarvi buone feste, a tutti voi, miei cari che mi avete sostenuto in questo periodo, vi auguro il meglio possibile, davvero! Riconosco il vostro cuore e vi sento vicini!

Ciao!!!

BUGO”

In bocca al lupo!!!

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