Ballo liscio

Finisce un’epoca nella pianura romagnola: la storica Ca’ del Liscio, oggi conosciuta come Ca’ del Ballo, è in vendita. Un grande cartello affisso all’ingresso del locale di Borgo Faina, in via Dismano 219, tra Ravenna e Cesena, annuncia che “immobile e attività” sono disponibili all’acquisto. A confermarlo è Michele Angeletti, storico titolare della struttura, che a Ravenna Today si limita a un commento laconico: «Immagino il dispiacere delle persone, ma i tempi sono questi».

Fondata nel 1976 da Raoul Casadei, padre del liscio moderno, la Ca’ del Liscio rappresenta un monumento della musica e del divertimento popolare romagnolo. Il locale è attualmente coinvolto in un concordato preventivo in continuità aziendale: si tratta di una procedura che permette di proseguire l’attività, con l’obiettivo di soddisfare i creditori. Ma la prospettiva più concreta è la liquidazione del bene, dato che nel bilancio 2022 si registra una perdita superiore ai 100 mila euro.

La valutazione stimata dal Tribunale è di circa 4,7 milioni di euro. L’acquirente potrà decidere se continuare con le attività legate al ballo oppure trasformare il complesso in una struttura commerciale o residenziale, come previsto dal piano regolatore del Comune di Ravenna.

Oltre al liscio, negli ultimi anni la Ca’ del Ballo si è trasformata anche in una discoteca (Boing), punto di riferimento per i più giovani, e ha ospitato eventi e concerti all’interno della Gnx Arena, tra cui anche uno show dei Negrita. L’ultima serata della stagione si è tenuta il 1° giugno 2025, con una festa dedicata al boogie woogie. Sui social, solo un messaggio criptico: “Ci rivediamo a settembre”.

Ma la storia del locale affonda le radici nella cultura romagnola. Costruita in cemento armato senza badare a spese, la Ca’ del Liscio è stata palcoscenico di artisti internazionali come Mina, Ray Charles, Ella Fitzgerald e Renato Zero, ma il suo cuore pulsante è sempre rimasto il folklore romagnolo: mazurca, valzer e polka, nati a fine Ottocento con Carlo Brighi (“Zaclein”) e poi portati alla ribalta dal grande Secondo Casadei con “Romagna mia”.

Raoul Casadei la sognava come una struttura aperta 24 ore su 24, con cinema, teatro e attività culturali. Un sogno mai realizzato, che oggi rischia di spegnersi del tutto. La Ca’ del Liscio resta però un simbolo: di un’epoca musicale, di un’identità territoriale e di una socialità che ha fatto ballare intere generazioni.

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