Claudio Cecchetto Max Pezzali

Nel giorno del suo settantunesimo compleanno, Claudio Cecchetto torna a parlare di Max Pezzali, da cui si è artisticamente separato lo scorso anno dopo 30 anni di lavoro insieme.

Un divorzio giunto come un fulmine a ciel sereno (ne abbiamo parlato Qui) poco prima del concerto di San Siro e di cui il cantautore pavese ha parlato anche se soltanto per sommi capi (Qui il nostro articolo).

Intanto il Dj e talent scout ha lanciato il nuovo progetto, l’emittente web Radio Cecchetto.

Torno da dove sono partito ma con un format nuovo. Il web è la strada maestra. Sono nato dj e morirò dj.”

Claudio Cecchetto torna a parlare di Max Pezzali

In un’intervista al Corriere di Bologna Cecchetto ricorda gli esordi con Max.

A firmare i pezzi dei primi album erano soprattutto Max Pezzali e Mauro Repetto. Mi consegnavano i pezzi, poi la produzione e l’arrangiamento passavano a me, Pier Paolo Peroni e Marco Guarniero. Questi ultimi due in particolare erano i Quincy Jones degli 883.

Hanno Ucciso l’Uomo ragno cambiò la visione della musica popolare. Sei un mito fu letteralmente una bomba atomica calata sulla musica popolare. Come mitico è il fraseggio musicale iniziale inventato da Pier Paolo Peroni. E le parole. Gli 883 mi piacevano perché parlavano di amore in maniera nuova all’epoca. Il sottofondo non era l’inflazionato ‘per conquistare lei’. Le canzoni degli 883 parlavano di vita e spiattellavano debolezze. Errato chiamarle ‘sfighe’, sono debolezze.”

Inevitabile parlare della separazione.

In questo momento non penso più a Max Pezzali. Un autore indimenticabile, come persona diciamo che lo è un po’ meno.”

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