È morto Duncan Sheik, cantautore e compositore statunitense diventato celebre soprattutto grazie a “Barely Breathing”, la grande hit che negli anni Novanta lo portò ai vertici delle classifiche americane. L’artista aveva 56 anni. All’inizio della settimana era arrivata la notizia del suo ricovero in ospedale in condizioni critiche per un problema di salute non meglio specificato. La madre ha successivamente fatto sapere che il decesso è avvenuto a causa di un arresto cardiaco.
Nato nel 1969 nel New Jersey e cresciuto nella California meridionale, Sheik si era avvicinato alla musica partendo dal progressive, per poi esplorare il pop e la new wave. Durante gli anni universitari, mentre studiava semiotica alla Brown University, aveva suonato nella band Liz and Lisa, insieme alla cantautrice Lisa Loeb.
La svolta arrivò nel 1996 con l’album Duncan Sheik. Il disco conteneva “Barely Breathing”, brano diventato rapidamente una hit e rimasto per 55 settimane nella classifica americana. Il successo gli procurò anche una candidatura ai Grammy. In Italia la canzone è conosciuta anche grazie alla versione realizzata da Niccolò Fabi, intitolata “Il male minore”.
Sheik non riuscì più a replicare commercialmente il successo dell’esordio, ma costruì negli anni una carriera molto apprezzata dalla critica. Come raccontava lui stesso, “Barely Breathing” era stata “l’ultima canzone scritta per l’album” e il suo improvviso successo lo aveva costretto a confrontarsi con un mondo nuovo: quello dei concerti e della notorietà.
Parallelamente alla musica pop, Sheik sviluppò un importante percorso nel teatro musicale. Fondamentale fu l’incontro con il poeta e autore Steven Sater, con cui realizzò Spring Awakening, musical del 2006 basato sull’opera di Frank Wedekind. Il progetto conquistò tre Tony Awards e un Grammy per il miglior album di musical.
Tra musica, teatro, cinema e televisione, Duncan Sheik ha così costruito una carriera originale e difficile da racchiudere in un’unica definizione. Una versatilità che lui stesso descriveva ironicamente come una “balcanizzazione della fan base”, con il pubblico delle sue canzoni separato da quello conquistato attraverso il teatro.
La sua morte lascia un vuoto nel panorama musicale e teatrale americano, mentre “Barely Breathing”, il brano che lo aveva reso famoso, resta il simbolo più riconoscibile di una carriera sviluppatasi ben oltre quella grande hit.

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