Enrico Silvestrin Fedez

Enrico Silvestrin, in un’intervista al Corriere della Sera, spiega il suo punto di vista su Love Mi, lo show organizzato da Fedez e che il divulgatore musicale ex veejay ha stroncato (Qui il nostro articolo).

Guardo queste cose perché poi nelle mie dirette ne parlo, cerco di contestualizzare socialmente quel che accade nella musica italiana. Fa il paio con altre situazioni devastanti di musica in tv che ci sono oggi, come Battiti Live: per me, che la musica in tv l’ho fatta quando si poteva definire tale, fa tristezza, tanto che volevo tirare il telecomando contro il televisore.

I miei erano tweet di scazzo mentre guardavo questa roba immonda sul divano, senza la pretesa di sollevare nulla, ma solo con il fastidio che provo per questi eventi. Da più di quattro anni parlo quotidianamente della condizione drammatica del nostro Paese, sia musicale che culturale, con questo pubblico festante e felice di ascoltare merda e Fedez che non sa fare altro che proporre merda. Non ho problemi con la parola perché non ce n’è una edulcorata.”

Enrico Silvestrin spiega di non aver parlato con Fedez.

No, per dirgli cosa, “smettila di divulgare merda? Regala qualcosa di diverso a questi ragazzi?”. È quel che succede quando questo è quel che conosci, quando non hai gusto e non hai voglia di fare ricerca in un mondo culturale diverso: te ne fai promoter sfruttando la pochezza culturale del pubblico che si beve queste prestazioni, non di artisti, ma di personaggi. Il problema non è neanche lui.”

Il problema secondo l’ex concorrente del Grande Fratello Vip è il pubblico.

È il pubblico che non pretende qualcosa di diverso, voci fuori dal coro non ne esistono, il sistema è chiuso. Mi ha rincuorato che quando è uscito il delirio su i social le voci erano principalmente a mio favore e non ho subito grandi attacchi, però la gioia di tanti è stata solo quella di vedere il mattatore reuccio di turno Fedez prendere colpi, non so quanti hanno capito. […] Ci sono artisti italiani di una bravura devastante, con successo internazionale, a noi sconosciuti: Maria Chiara Arigirò, Marta Del Grandi, Emma Tricca. Per noi è sconosciuto tutto. Viviamo in una provincia che meriterebbe di più. Io cerco di passare quel che ascolterebbe un ragazzo se fosse a Berlino, New York o anche solo in Inghilterra su Bbc Radio 6 Music – e parliamo della Bbc, emittente di Stato.”

Parole di fuoco anche contro l’attuale momento della musica italiana.

Il pop italiano, con tutte quelle vaccate in tv fra playback e autotune, investe sui personaggi, non sugli artisti. È un mondo che copia se stesso non avendo contaminazioni con l’estero. Una cosa delirante che anche Morgan ha detto quando c’era nell’aria un Dipartimento della musica al ministero della Cultura è parlare delle quote italiane nelle radio: questa è assoluta incompetenza. Oggi i giovani ascoltano solo musica italiana, pop e trap che copiano se stesse. Dovremmo avere invece delle quote internazionali obbligatorie, contaminarci con l’estero perché siamo indietro.”

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