Eros Ramazzotti conquista San Siro con una notte speciale insieme a Giorgia, Max Pezzali ed Elisa. Le dichiarazioni degli ospiti raccontano amicizia, musica e quarant’anni di carriera.

Qui la recensione del concerto.

Il ritorno di Eros Ramazzotti a San Siro non è stato soltanto un grande evento musicale. È stato un incontro tra amici, colleghi e compagni di viaggio che hanno contribuito a raccontare una delle carriere più importanti della musica italiana.

Sul palco dello stadio milanese sono saliti tre ospiti d’eccezione: Giorgia, Max Pezzali ed Elisa. Tre artisti legati a Ramazzotti da rapporti umani e professionali profondi, che hanno voluto condividere con il pubblico emozioni e ricordi alla vigilia di una serata destinata a entrare nella storia.

Eros Ramazzotti: «San Siro è la mia seconda città»

Per Eros il ritorno nello stadio milanese, a distanza di quasi trent’anni dall’ultimo concerto da protagonista, è stato carico di significati.

«Dopo quasi 30 anni il ritorno a San Siro. È la mia seconda città, quindi l’emozione è forte. Sono arrivato con un peso al centro dello stomaco, quindi vuol dire che l’emozione è sempre tanta».

Un’emozione che si intreccia con il messaggio che da sempre accompagna la sua musica.

«Il messaggio che voglio trasmettere è sempre lo stesso: pace. Oggi ce n’è tantissimo bisogno. Ho sempre cantato canzoni più leggere, ma ho sempre cercato di portare l’attenzione su problemi come la guerra, l’infanzia e i bambini maltrattati. C’è bisogno di giustizia e penso che nel mondo molta gente voglia questo».

Particolarmente significativa anche la sua riflessione sul pubblico che continua a seguirlo dopo oltre quarant’anni di carriera.

«Vedere quattro generazioni diverse sotto il palco è bellissimo, perché vuol dire che hai fatto un lavoro totale, che ha unito tante persone e tante età diverse. Spero che continui anche nel tempo».

Giorgia: «Per me Eros è un fratello»

Tra i momenti più attesi della serata c’è stato il duetto tra Eros e Giorgia sulle note di “Quanto amore sei”.

La cantante romana ha raccontato un rapporto che va ben oltre la collaborazione artistica.

«Per me umanamente è un fratello, una persona meravigliosa e gentile, attenta, premurosa, con un’umiltà incredibile. Gli voglio tanto bene, ci vogliamo bene».

Sul piano musicale, invece, Giorgia non ha dubbi.

«È un maestro, perché ci insegna da quarant’anni come si fa e ancora non si è stufato».

Condividere il palco di San Siro accanto a lui rappresenta qualcosa di speciale.

«È difficile dirlo a parole. È un grande onore, un privilegio stargli accanto. Quando canta ti trasmette emozioni e ti fa venire voglia di cantare. È un onore e credo che sarà anche divertente».

Max Pezzali: «San Siro resta un tempio»

Con “Come nei film”, Eros e Max Pezzali hanno trasformato lo stadio in una gigantesca festa collettiva.

«Ci conosciamo da tantissimi anni, da quando ho cominciato e ci incontravamo dietro le quinte del Festivalbar. Da lì è nata una simpatia. A me sta proprio simpatico come persona, al di là del grande artista che è».

Pezzali ha poi svelato un lato meno noto del collega.

«Ha una musicalità pazzesca e sa fare delle battute con dei tempi comici assolutamente imbattibili. Lui mi riconosce che sono uno dei pochi che le capisce subito».

Nonostante i tanti concerti vissuti nella sua carriera, l’impatto con San Siro resta immutato.

«Quando entri qua l’emozione è sempre immensa. Non riesci mai a considerare questo tempio un luogo normale. Per me è uno dei luoghi più iconici che esistono al mondo».

Elisa: «Una leggenda della musica e un amico»

Tra i momenti più emozionanti della serata c’è stato anche il duetto tra Eros ed Elisa su “Buona stella”.

L’artista friulana ha ricordato il primo incontro con la musica di Ramazzotti.

«Mi ricordo questo ragazzo giovane a Sanremo che cantava “Terra Promessa”. Era magnetico, mi ha emozionata subito».

Un legame artistico nato molti anni fa e diventato col tempo anche un’amicizia personale.

«Da una parte so di stare accanto a una leggenda della musica, dall’altra a un amico che mi ha sempre trattata con grande gentilezza».

Elisa ha inoltre ricordato un passaggio fondamentale della propria carriera.

«Al mio primo album mi ha portata in tour con lui. Avere 18 anni e girare l’Europa con Eros Ramazzotti non è una cosa che capita tutti i giorni».

Infine, un pensiero speciale per “Buona stella”, brano scritto anche da lei.

«Oggi ho realizzato che stavo per cantare una canzone che ho avuto l’onore di scrivere per lui. Mi ha emozionato tantissimo. È un regalo della vita».

Le parole degli ospiti confermano ciò che San Siro ha raccontato per tutta la serata: Eros Ramazzotti non è soltanto uno degli artisti italiani più amati nel mondo, ma anche una figura capace di costruire relazioni autentiche e durature. Un patrimonio umano che, insieme alle sue canzoni, continua a unire generazioni diverse sotto lo stesso palco.

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