Eurovision 2027, Suspilne difende le regole della selezione ucraina dopo l’appello di Olia Polyakova. Confermate le restrizioni per chi si è esibito in Russia.
Le regole della selezione nazionale ucraina per l’Eurovision Song Contest tornano al centro del dibattito. A riaccendere la discussione è stata Olia Polyakova, che ha chiesto di rivedere le restrizioni previste per gli artisti che in passato hanno svolto attività professionale in Russia. Suspilne, l’emittente pubblica ucraina, ha però confermato la propria posizione.
In una dichiarazione pubblicata il 7 agosto, Suspilne ha spiegato di aver ricevuto il 29 luglio l’appello della cantante, ribadendo che non esistono motivi per modificare uno dei principali criteri di eleggibilità. Non possono partecipare alla selezione gli artisti che, dopo il 15 marzo 2014, hanno tenuto concerti in Russia, Crimea o negli altri territori ucraini occupati dalla Russia. Dal 2022 la restrizione comprende anche le attività concertistiche svolte in Bielorussia dopo il 24 febbraio.
Il caso MARUV e Alina Pash
La scelta di mantenere queste regole nasce anche da due precedenti che hanno segnato la storia dell’Eurovision ucraino. Nel 2019 MARUV vinse la selezione nazionale, ma il confronto sulle condizioni della sua partecipazione portò infine al ritiro dell’Ucraina dal concorso.
Nel 2022, invece, Alina Pash fu costretta a rinunciare dopo le controversie relative a informazioni e documentazione riguardanti una precedente visita nella Crimea occupata.
Secondo Suspilne, questi episodi hanno dimostrato la necessità di stabilire criteri chiari per gli artisti con legami professionali con la Russia.
Le candidature sono aumentate
L’emittente respinge anche l’idea che le restrizioni possano scoraggiare la partecipazione. Le candidature sono infatti passate dalle 288 del 2024 alle 304 del 2025, fino alle 392 del 2026.
Suspilne cita inoltre un sondaggio realizzato nel novembre 2025 da Info Sapiens: il 56% degli ucraini intervistati ritiene che gli artisti che hanno continuato a esibirsi in Russia tra il 2014 e il 2022 non dovrebbero poter partecipare alla selezione nazionale.
La posizione dell’emittente resta dunque netta: la guerra, secondo Suspilne, è iniziata nel 2014 con l’occupazione di territori ucraini e non soltanto con l’invasione su larga scala del 2022. Le regole valgono per tutti i candidati e la partecipazione alla selezione resta volontaria.
Gli artisti che non rispettano i requisiti possono comunque collaborare al progetto Eurovision in altri ruoli, purché non rappresentino direttamente l’Ucraina.
La selezione ucraina si prepara così alla prossima edizione dell’Eurovision con criteri che Suspilne considera necessari per garantire una competizione “equa, aperta e competitiva”.

La musica è la sua grande passione, segue come inviata l’Eurovision Song Contest e il Festival di Sanremo. Negli anni ha collaborato con diverse emittenti radiofoniche. Ama i gatti, il Giappone e la cultura manga!
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