Iva Zanicchi torna a Ligonchio, suo paese d’origine, per una giornata dedicata alle sue radici. Targhe commemorative e cittadinanza onoraria.
Ci sono luoghi che non smettono mai di appartenere a una persona. Per Iva Zanicchi sono quelli di Vaglie e Ligonchio, nell’Appennino reggiano, dove affondano le radici della sua storia familiare e personale. È qui che si è svolto lo Zanicchi-Day, una giornata speciale dedicata all’artista, alla sua carriera e soprattutto al legame mai interrotto con la sua terra.
A Vaglie, frazione di Ligonchio nel comune di Ventasso, sono state inaugurate le prime targhe commemorative. Un momento carico di emozione per Zanicchi, che ha accompagnato il pubblico attraverso i luoghi della sua infanzia: “Lì c’è ancora la casetta in cui è nato mio papà, quella è la piazzetta dove i tedeschi ci misero al muro durante la guerra, là in fondo alla strada, in quella casetta bianca, sono nata io”.
Un racconto fatto di memoria, dolore, affetti e appartenenza. “Amo la gente in generale, sono sempre curiosa di conoscere. Sono felicissima di queste onorificenze che vengono dalla mia terra alla quale sono affezionatissima. Più passano gli anni, più divento così”, ha raccontato l’artista.
Iva Zanicchi e Ligonchio: un legame mai spezzato
La celebrazione è proseguita nel centro di Ligonchio, dove è stata inaugurata una seconda targa dedicata all’artista. La comunità ha voluto così rendere omaggio a una delle figure più importanti della musica italiana, protagonista di oltre sessant’anni di carriera tra canzone, televisione e teatro.
Il sindaco di Ventasso Enrico Ferretti ha sottolineato il rapporto profondo tra Zanicchi e il territorio, ricordando come l’artista abbia “scalato le montagne di un successo lungo oltre 60 anni”.
Alla cantante è stata inoltre conferita la cittadinanza onoraria, come segno di “riconoscenza e gratitudine per il costante legame mantenuto con il territorio e con la comunità locale”.
Nella motivazione viene riconosciuto anche il suo contributo alla cultura italiana: Iva Zanicchi “ha dato un prestigioso contributo alla cultura e alla musica, dimostrando anche generosa e sensibilità umana e sociale, nel corso della sua vita e della sua attività artistica”.
Dalla musica alla scrittura
Durante la giornata, l’Aquila di Ligonchio ha raccontato anche un aspetto meno conosciuto della propria personalità. Se non avesse intrapreso la carriera musicale, infatti, avrebbe scelto un’altra forma d’arte: “Se non avessi fatto la cantante, avrei fatto la scrittrice di professione”.
Non è soltanto un’ipotesi: Iva Zanicchi ha infatti pubblicato cinque libri, nei quali ha raccontato spesso la sua gente, le montagne e le proprie radici.
Lo Zanicchi-Day si è trasformato così in un vero viaggio nella memoria. Una celebrazione istituzionale, ma soprattutto un abbraccio tra un’artista che ha portato il nome di Ligonchio in tutta Italia e una comunità che non ha mai dimenticato la sua figlia più celebre.

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