Satoshi

Intervista a Satoshi, che all’Eurovision Song Contest 2026 rappresenterà la Moldova, portando in gara il brano Viva, Moldova!

Originario della città di Cahul, nel sud-ovest della Moldova, Satoshi è un cantante, autore e rapper, che ha iniziato a coltivare la sua passione per la musica da autodidatta, imparando a suonare la batteria. Nel 2019 ha dato vita al progetto artistico Satoshi. Da allora ha pubblicato tre album e numerosi singoli di successo.

La crescente popolarità della sua musica gli ha permesso di esibirsi in Moldova, Romania e oltre, fino a debuttare a Londra nel 2024. Sul palco, Satoshi riesce a creare una connessione unica con il pubblico, offrendo un sostegno emotivo e trasformando ogni concerto in uno spazio condiviso di emozioni e appartenenza.

Artista attratto dai contrasti — tra intensità e sensibilità, disciplina e immaginazione — ha scelto un nome d’arte che riflette il suo interesse per la cultura giapponese: Satoshi evoca infatti l’idea di lucidità mentale e consapevolezza creativa.

Intervista a Satoshi, in gara all’Eurovision 2026 per la Moldova

Ciao Satoshi, piacere di conoscerti. Iniziamo con “Viva, Moldova!”: come è nata la canzone?
È nata lo scorso autunno. Ero in studio con il mio amico e produttore Cătălin Temciuc, con cui lavoro spesso. Stavamo cercando un brano per l’Eurovision e abbiamo fatto diversi esperimenti. Poi abbiamo sentito il bisogno di qualcosa di più energico, quindi abbiamo scelto un ritmo drum and bass che facesse muovere. Dopo abbiamo aggiunto un campione folk di flauto di Pan, e lì abbiamo trovato il vibe del pezzo. Quando mi è venuta in mente la frase “Viva Moldova, Aloha, adio Vida Loca”, ho capito cosa volevo esprimere.

Qual è il messaggio principale della canzone?
In realtà ci sono più messaggi. Uno è celebrare tutto ciò che abbiamo di bello come Paese e cultura, condividendolo con l’Europa. Un altro è affermare l’unità culturale e la diversità europea nel contesto dell’Eurovision. È importante dire che la canzone è stata scritta proprio pensando all’Eurovision, e questo ha influenzato tutto.

Hai scelto di usare molte lingue nel brano. Come hai deciso quali includere?
Ho iniziato da quelle più vicine a me. Il rumeno, mia lingua madre, è una lingua latina; quindi, mi è stato naturale usare italiano, spagnolo e francese. Parlo anche inglese e ascolto molta musica in inglese, quindi ho mantenuto anche quello. Poi ho voluto aggiungere qualcosa di speciale: espressioni in latino, perché è una base comune della cultura europea.

Hai già fatto la prima prova sul palco dell’Eurovision. Com’è andata?
È andata bene. Ha dimostrato che c’è sempre spazio per migliorare. Tutti sono stati molto professionali e disponibili, quindi è stato facile lavorare. Hanno cercato tutti di supportarci.

Cosa vedremo sul palco?
Sul palco vedrete molti colori… ma non voglio svelare troppo!

L’Italia può votare per te e ci sono molti moldavi qui. Cosa ne pensi?
Sì, ci sono tanti moldavi soprattutto in Emilia-Romagna, tra Reggio Emilia e Parma. Sono stato spesso in Italia. Spero però che anche gli italiani apprezzino la canzone e la votino, non solo i moldavi.

Cosa rappresenta per te l’Eurovision, anche come piattaforma artistica?
So che può dare grande visibilità, ma non è il mio obiettivo principale. Avevo già un percorso musicale, quindi non la vivo principalmente come “piattaforma di lancio” internazionale. Ben vengano se ci saranno possibilità in Europa, ma mi interessa di più come fenomeno culturale e umano: è qualcosa di unico creato dai popoli europei e che continua a esistere. Lo guardo con uno sguardo quasi “umanistico”.

Cosa conosci della musica italiana?
Moltissimo. La musica pop italiana del secolo scorso è stata importante in Europa: artisti come Toto Cutugno, Pupo o Celentano erano ascoltati dai nostri genitori. Io sono più orientato verso il rock, che non è tipico dei paesi latini, più dai popoli del nord. Gli italiani invece portano molta melodia, dolcezza e musicalità.

Ti piacerebbe collaborare con un artista italiano?
Sì, ho parlato con Sal Da Vinci e gli ho fatto ascoltare una mia canzone. Sto ancora aspettando una risposta! Sarebbe bello fare qualcosa insieme, magari con costumi scenografici.

Hai interpretato “Rim Tim Tagi Dim” di Baby Lasagna. Perché questa scelta?
Perché rispecchia i miei gusti musicali: è un pezzo rock molto forte. È qualcosa che ascolterei anche da semplice ascoltatore. Magari un giorno potremmo collaborare, dipende dal rapporto umano che riusciremo ad istaurare.

Hai iniziato come batterista. Come è nato il progetto Satoshi?
Scrivevo testi fin da adolescente, sia per me che per le band in cui suonavo. Intorno al secondo anno di università ho iniziato a scrivere rap in modo più consapevole, e lì è nato Satoshi: un’idea che si è sviluppata nel tempo fino a diventare la mia identità artistica.

Cosa ti affascina della cultura giapponese, da cui deriva il tuo nome?
La diversità e il contrasto. Il Giappone è incredibilmente complesso, e in un certo senso sono gli italiani dell’asia: hanno moda, cucina, auto… Ma anche animazione, design, arti marziali… tutto convive in modo unico.

Nella tua musica mescoli rap e suoni tradizionali. Come trovi l’equilibrio?
Sono stato influenzato dai Linkin Park, che univano rap, rock ed elettronica. Per me è naturale mescolare generi diversi.

Quanto influisce la tua esperienza personale nelle tue canzoni?
In modo diretto. Non sono un grande narratore, ma cerco sempre di essere sincero.

Di cosa sei più orgoglioso nella tua musica?
Non saprei davvero cosa rispondere.

C’è una canzone dell’Eurovision che avresti voluto scrivere o interpretare?
“Rim Tim Tagi Dim”, ma anche “Europapa”. Quest’ultima mi piace perché è leggera, gioiosa e molto “Eurovision”. La sento vicina anche allo spirito di “Viva, Moldova!”, entrambe multiculturali!

Come descriveresti la tua musica a chi non ti conosce?
Energia e pensiero.

📢 Segui iMusicFun su Google News:
Clicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui”

🔔 Non perderti le ultime notizie dal mondo della musica italiana e internazionale con le notifiche in tempo reale dai nostri canali Telegram e WhatsApp.