Si è spenta all’età di 80 anni Guesch Patti, cantante francese diventata celebre a livello internazionale grazie alla hit “Etienne”, uno dei brani simbolo del pop europeo degli anni Ottanta. L’artista è morta il 14 giugno 2026 dopo una lunga malattia, come confermato dalla sua agenzia, mentre la notizia è stata diffusa dalla stampa francese nei giorni successivi.
Con la sua immagine provocatoria, uno stile originale e una forte personalità artistica, Guesch Patti ha lasciato un segno nella musica francese, pur rimanendo per molti indissolubilmente legata al successo di Etienne.
Chi era Guesch Patti
Nata a Neuilly-sur-Seine il 16 marzo 1946 con il nome di Patricia Porrasse, aveva scelto il nome d’arte unendo il soprannome con cui veniva chiamata da bambina, “Guesch”, al diminutivo del suo nome, Patti.
Prima di dedicarsi alla musica, coltivò una brillante carriera nella danza. Fu allieva dell’Opéra di Parigi e lavorò come ballerina, prima di avvicinarsi definitivamente al mondo dello spettacolo come cantante e attrice.
I primi tentativi discografici negli anni Sessanta passarono quasi inosservati. Dopo altre esperienze artistiche e la parentesi con il trio Dacapo, la svolta arrivò nel 1987.
Il successo mondiale di “Etienne”
Fu proprio nel 1987 che Guesch Patti pubblicò “Etienne”, brano scritto insieme a Vincent Bruley che conquistò rapidamente le classifiche europee.
La canzone, caratterizzata da un testo ricco di allusioni sensuali e da un videoclip in bianco e nero particolarmente audace per l’epoca, divenne un autentico fenomeno internazionale. Il singolo ottenne il disco d’oro in Francia e superò 1,5 milioni di copie vendute in Europa, consacrando l’artista come una delle rivelazioni musicali del periodo.
Il successo fu accompagnato anche dal debutto solista con l’album Labyrinthe, accolto positivamente da pubblico e critica e premiato con diversi riconoscimenti. Nel 1988 Guesch Patti fu inoltre ospite del Festival di Sanremo, dove ricevette il premio come rivelazione dell’anno.
Una carriera tra musica, danza e cinema
Negli anni Novanta pubblicò altri album, tra cui Nomades, Gobe, Blonde e Dernières nouvelles, lavori che mostrarono un’evoluzione artistica verso sonorità più ricercate e meno commerciali. Nonostante l’apprezzamento della critica e collaborazioni prestigiose, nessuno riuscì a replicare il successo di Etienne.
Tra i suoi brani figuravano anche canzoni di forte impegno sociale e politico, mentre alcune composizioni furono scelte dal regista Peter Greenaway per la colonna sonora del film I racconti del cuscino.
Con il passare degli anni Guesch Patti decise di allontanarsi progressivamente dall’industria musicale per tornare alle sue prime passioni: la danza e la recitazione.
La sua scomparsa segna la fine di una carriera originale e fuori dagli schemi, capace di lasciare un’impronta nella musica pop europea grazie a una personalità artistica inconfondibile e a un brano, Etienne, destinato a rimanere un classico degli anni Ottanta.
Georges Biard, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

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