Homo Sapiens Bella da Morire

La musica italiana dice addio a Marzio Mazzanti, storico fondatore, voce e bassista degli Homo Sapiens, scomparso all’età di 80 anni. Un protagonista degli anni d’oro delle balere e dei complessi beat, capace di lasciare un segno indelebile nella storia del pop nazionale.

Originario di Fornacette, Mazzanti aveva iniziato a suonare giovanissimo negli anni Sessanta, quando le band nascevano ovunque e il jukebox italiano iniziava a costruire la propria identità. Il primo nucleo del gruppo prese forma nel 1966 con il nome I Tarli, per poi trasformarsi nel 1971 negli Homo Sapiens, destinati a diventare uno dei complessi più amati degli anni ’70.

Il momento di consacrazione arrivò nel 1977, quando la band vinse il Festival di Sanremo con il brano “Bella da morire”. Fu un’edizione storica: la prima al Teatro Ariston, la prima trasmessa a colori e la prima vinta da un gruppo. La canzone divenne un successo internazionale, vendendo circa 6 milioni di copie nel mondo, tradotta in sei lingue e reinterpretata in numerose versioni.

Già prima della vittoria sanremese, gli Homo Sapiens avevano conquistato il pubblico con brani come “Oh Mary Lou” e “Tornerai tornerò”, presentati a “Un disco per l’estate”, consolidando una popolarità che li portò in tour in Italia e all’estero. Anche dopo lo scioglimento negli anni ’80, il gruppo tornò sulle scene nel 1990, con Mazzanti sempre presente fino agli ultimi anni.

Marzio Mazzanti lascia la moglie, le figlie, il fratello e una comunità che lo ha sempre sostenuto. La sua scomparsa segna la fine di un capitolo importante della musica leggera italiana, ma la sua voce continuerà a vivere nelle note di “Bella da morire”, ancora oggi simbolo di un’epoca indimenticabile.

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