Intervista a Layana che ci racconta “Amore amore amore“, il suo primo ep disponibile da venerdì 19 giugno per Woodworm Label, con distribuzione Universal Music. Dopo l’esperienza a X Factor 2025 che l’ha consacrata come astro nascente del nuovo pop italiano, l’artista completa un debutto che non racconta solo il proprio mondo, ma anche quello che attraversa ciascuno, a volte in maniera elegante, a volte con il peso dei dubbi e del dolore mettendo in luce, con sonorità mature e delicate, gli “ossimori” dei sentimenti che convivono e si scontrano costantemente. In questa intervista, Layana ci racconta la genesi del progetto, l’esperienza a X Factor e i sogni che ha legati alla musica.
Intervista a Layana, l’Ep d’esordio “Amore amore amore”
Cosa rappresenta per te questo progetto?
Per me è un grandissimo traguardo innanzitutto. Sono tanti anni che cerco di costruire e immaginarmi la concretizzazione di una raccolta di canzoni, quindi è sicuramente un grande traguardo avere finalmente fuori dei brani che mi raccontino e che raccontino il mio modo di vivere la musica e di trasmettere quello che vivo attraverso le canzoni. E rappresenta anche un inizio. Io me lo immagino come una prima bandierina nel mondo dove finalmente ho modo di farmi conoscere e di raccontarmi con, ovviamente, l’idea che sia, appunto, l’inizio di un percorso che mi auguro possa durare per tutta la vita.
Le canzoni parlano di sentimenti che vivono costantemente tra serena rassegnazione e fragilità consapevole e sono molto personali. È stato terapeutico scriverle?
Sicuramente sì, nel senso che queste canzoni sono autobiografiche e raccontano delle esperienze che ho vissuto personalmente. Quindi scrivere queste canzoni mi ha aiutata a mettere a fuoco e ad analizzare le dinamiche che stavo vivendo, a conoscermi meglio e anche a capire a mente più lucida cosa stesse succedendo.
Annunciando sui tuoi social l’uscita del progetto, hai confidato che c’è un brano in particolare a cui ti senti particolarmente legata e su cui ci hai pianto per diverse notti. Vuoi raccontarci qual è questo brano e perché ti muove queste emozioni così forti?
Il brano è “Qualcosa di speciale“. È un brano al quale sono molto legata, anche quando mi capita di portarlo live sul palco mi emoziona molto cantarlo. È un pezzo molto sincero, con una scrittura molto personale e, di conseguenza, mi fa sentire vulnerabile portarlo davanti ad un pubblico. Credo che questa sensazione sia legata proprio al fatto che sia molto sincero su quello che ho vissuto e, quindi, mi fa rivivere esattamente i momenti in cui l’ho scritto e quel periodo di vita che stavo affrontando. È un po’ questa tematica del dover lasciare andare delle situazioni che magari ti rendi conto non essere più giuste per te ma, allo stesso tempo, vorresti che non sia così.
“Amore amore amore” contiene tre inediti e una tua reinterpretazione di “Maledetta primavera” di Loretta Goggi. Com’è nata la scelta di inserirla in questo progetto?
“Maledetta primavera” è un brano che, per me, rappresenta la chiusura di questo primo cerchio. È un brano tra quelli che avevo proposto da portare sul palco di X Factor e mi ci ero molto affezionata, avevamo lavorato già un po’ all’arrangiamento e mi emozionava molto l’idea di cantarlo. Poi non ho avuto la possibilità di farlo, quindi è sempre rimasto un po’ lì. Quando poi ho iniziato a scrivere le canzoni di questo ep me lo sono ritrovato nella mia vita e ho iniziato a riascoltarlo con un orecchio e un’attenzione completamente diversa, dando un significato anche molto più profondo e più sensato alle parole, ed è diventato anche una sorta di meme con le mie amiche, nel senso che ho fatto alcuni mesi di buio e poi, da un giorno all’altro, mi è tornato il sorriso, sono tornata ad essere felice e a vivere mille cose con leggerezza, lasciando un po’ andare tutti quei mesi di oscurità. Quindi era un po’ il simbolo del percorso legato a X Factor e a quello che ho vissuto in questi ultimi mesi, quando ho ricominciato a vivere mille cose con serenità e metterlo nell’ep era molto sensata come scelta.
L’ep è prodotto da Dario Mangiaracina de La Rappresentante di Lista. Com’è nata questa collaborazione?
Quando ho iniziato a scrivere le canzoni e a lavorare con Woodworm, la casa discografica con cui ho lavorato a tutto il progetto, io ho espresso la volontà di costruire un progetto che fosse molto sincero anche nel circondarsi di autori e produttori che avessero veramente voglia di saltare su questa barca con il giusto entusiasmo e che fossero anche affini al mio modo di scrivere e di lavorare e sono stati loro a propormi Dario come prima persona con cui lavorare. Ci siamo trovati a Palermo nel suo studio e da lì è nata questa collaborazione; nella prima sessione che abbiamo fatto uno dei pezzi che abbiamo scritto subito insieme è “Solita Notte“, quindi è stato molto bello come inizio.
Sei cresciuta tra Milano e Londra. Pensi che l’esperienza londinese abbia influito sulla tua attitudine musicale?
Sicuramente sì, perché io sono andata a vivere in Inghilterra quando avevo 17 anni, ci sono rimasta più o meno per 3 anni e, ad oggi, mi sento molto legata al mondo UK anche come scelte sonore. La maggior parte dei miei ascolti femminili ad oggi sono inglesi, ad esempio Raye, Olivia Dean, Adele, Sienna Spiro, Amy Winehouse… Quel mondo mi ha sempre affascinata fin da quando ero bambina, quindi è anche per quello che ho sempre avuto Londra come idea di trasferirmi per fare musica. È una città che mi ha cresciuta perché andare in una città così grande da un paesino di provincia da sola a 17 anni mi ha sicuramente indirizzata in qualche modo nella vita e anche nella musica.
Hai partecipato all’ultima edizione di X Factor. Come hai vissuto questa esperienza?
Nel momento in cui ero lì l’ho vissuta con tantissima agitazione. Se potessi tornare indietro, me la vivrei con più serenità e anche cercando di divertirmi molto di più. Comunque essere catapultata in una realtà televisiva da sola, per due mesi, senza avere contatti con l’esterno e con la tua famiglia è stato molto terapeutico e mi ha cresciuta molto. Quindi è stata un’esperienza difficile soprattutto quando sono uscita perché nel loft la vivevo molto bene, era un po’ il sogno della mia vita avere tutto organizzato, fare musica 24 ore su 24 e lavorare con un giudice e con una squadra che mi ha capita, mi ha accolta e mi ha supportata da subito, mentre dopo è stato un po’ più complicato tornare alla realtà e capire cosa fare. Mi sono presa due mesi per scrivere punto per punto cosa volessi raggiungere e poi, da gennaio, mi sono messa in studio, ho iniziato a scrivere le canzoni e, per fortuna, è andata bene, però è stato difficile.
Cosa hai imparato dal tuo giudice Achille Lauro?
È una persona che sin dall’inizio, da quando abbiamo iniziato ad avere i primi confronti sulle canzoni e sul percorso da fare, mi ha fatto sentire capita e abbiamo lavorato, quindi, in una direzione molto simile, condividevamo un obiettivo molto simile sulla scelta dei pezzi e si come arrangiarli. Mi ha spronata a cercare di dare più di quello che io non sapevo di poter dare; io magari di me stessa vedevo 10 e lui mi spronava, invece, a vedere 100 e, anche sulle canzoni e sul mio percorso musicale, mi ha sempre spronata a creare delle mie idee, a scrivere le mie canzoni, mi ha aiutata ad avere una visione molto più semplice in realtà e vera di come vivere la musica. L’avevo un po’ persa negli ultimi anni dopo aver ricevuto tante porte in faccia e, quindi, arrivavo da questo momento in cui non ero neanche io del tutto convinta di poter seguire le mie idee e poterci credere. Per cui è stato di grandissimo supporto e mi insegnato tante cose.
Cosa vorresti che il pubblico capisca di te da questo primo mattone che hai messo sulla tua carriera?
Io mi auguro che la gente riesca, attraverso le mie canzoni, a sentirsi capita e a sentirsi in qualche modo meno sola, cioè a sentirsi rappresentata da quello che io racconto nelle canzoni, lo dico da fan che ascolta musica e che trova un rifugio in alcuni artisti e in tante canzoni che vengono scritte da altri. Di me spero che arrivi quello che sono; mi è capitato tante volte in passato di essere malinterpretata o confusa anche perché mi sono legata anche a dei mondi diversi o li ho dovuti affiancare alla musica per potermi permettere di fare musica e questa cosa spesso è stata malinterpretata. Per cui mi auguro che la gente riesca, al di là di queste cose, a capire veramente chi sono, perché voglio fare questo e perché mi sveglio al mattino e sento l’esigenza di fare questo con tanto amore per la musica e per costruire il mio progetto.
E, invece, dopo questo progetto, cosa ti auguri ci sia nel futuro musicale?
Mi auguro di stare tanto in studio, come sta già succedendo, e di stare tanto sul palco. Adesso non vedo l’ora di annunciare qualche piccola data estiva e di avere il contatto con le persone. In futuro vorrei immaginarmi anche su dei palchi più grandi, cercare di ampliare il progetto e che arrivi a più persone possibili. Ci vorrà tempo ma mi auguro di poter vivere di questo e di creare pian piano una piccola famiglia che si affezioni a questo mondo.

Classe ’92, ho iniziato a scrivere di musica nel 2020 aprendo un mio blog con cui ho catturato le primissime attenzioni di artisti e addetti ai lavori, in particolare di Kekko Silvestre dei Modà, la persona che, più di tutti, mi ha spinto a credere in questa strada. Dal 2022 ho, quindi, iniziato a collaborare con due siti di informazione musicale focalizzandomi su recensioni, approfondimenti e analisi del settore
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