Intervista a uno dei produttori della nuova scena pop italiana, Stefano Tartaglino, in arte Steve Tarta. Numerose sono le collaborazioni di tutto rilievo che può vantare: da Emanuele Aloia a Cali, passando per Lortex, Cioffi, Liner, Gianluca Modanese, arrivando a Francesco Renga per il quale produce “Il meglio di me”, brano in gara al Festival di Sanremo 2026.
Definito spesso un vero e proprio “architetto del suono”, si spinge a ricercare continuamente l’unione migliore tra sonorità più classiche e pop tradizionali, con le caratteristiche proprie del genere urban e del pop moderno.
Intervista a Steve Tarta, produttore e co-autore del brano “Il meglio di me” in gara a Sanremo 2026
Ciao Steve. Partiamo dalle tue radici: come produttore da dove arriva Steve Tarta?
Io arrivo dal rock e dal metal, ho cominciato a mettere le sequenze elettroniche nella musica rock, e dopo un poco ho aperto il mio primo studio a Torino. All’inizio facevo i beat per i ragazzi che rappavano nel quartiere e dopo anni di gavetta ho avuto qualche primo successo, in modo particolare con il disco di Emanuele Aloia che è andato alla grande. Poi mi sono trasferito a Milano due anni fa e devo riconoscere che all’inizio è stato complicato, perché era come passare dalla “Serie B” alla “Champions League” perché sono passato dalla zona di comfort di Torino, alla vasca degli squali a Milano. Ma con il lavoro duro e la fatica si può lavorare molto bene.
Il tuo percorso artistico ha visto già dalle sue origini la collaborazione con tanti cantanti e artisti. Come scegli l’artista con cui collaborare?
Questa cosa è molto cambiata nel tempo. All’inizio seguivo quello che era l’andamento dei social, se l’artista era molto seguito, mentre adesso, dopo centinaia di pezzi usciti, mi riservo un umile diritto di scegliere chi mi piace. A me piace un artista che abbia personalità, che ti faccia arrivare subito la sua identità.
Stiamo sulla tua identità musicale: se mi dovessi dire un suono delle tue produzioni a cui tu sei particolarmente legato, quale sarebbe?
Più che suono è il “mood” della produzione. Sono molto legato a cercare di mantenere sempre una vena classica su un sound moderno, cercare di avere la classicità tipica della musica italiana unendola a qualcosa che prendiamo in prestito dal “2035”, dal futuro. Può essere ad esempio usare dei ritmi urban su una chitarra acustica “strummata”, costruendo un connubio tra il classico e il futuro.
Tutto questo ci serve un bellissimo assist, perché il brano in gara a Sanremo 2026 che vede la tua firma, riesce a far convergere insieme sonorità classiche ad un grido verso la modernità. Come è andata la costruzione del pezzo?
L’idea era appunto quella di provare a fare un pezzo con una costruzione sanremese che quindi avesse della classicità, ma al tempo stesso inserisse le cose moderne che piacciono a me. E a Francesco Renga è piaciuto subito. Umilmente credo di essere il primo ad aver messo l’808 su Renga. C’è quasi po’ di trap nei pre-ritornelli, poi invece il ritornello è tipico “sanremese”.
Steve, possiamo chiederti come è stato stare in studio con Renga?
Francesco è un grande, sembra un ragazzo come noi, è tranquillissimo, disponibile, una persona d’oro e io mi sono divertito tanto. Abbiamo rivisto più volte il testo e più volte anche la produzione, quindi ci siamo visti davvero spesso e lui è sempre stato “uno di noi”.
Costruire un pezzo che suoni molto moderno vuol dire strizzare un po’ l’occhio anche alle piattaforme social. Cosa pensi a riguardo?
Forse non sono il migliore in questo campo, nel senso che io non ho TikTok, ho solo Instagram, che guardo sempre. Sono consapevole però che si cerca sempre il “cut” nei pezzi . Il pezzo di Sanremo comincia con “sai sono ritornato” e quindi ci può essere il marito che torna a casa da lavoro e diventare virale, oppure “a volte capita che sorride anche una lacrima” potrebbe funzionare con un video in cui le ragazze piangono con il trucco sbavato…

Emmanuel Santoro, classe 1991, laureato al Conservatorio di musica di Milano G. Verdi nel 2012, e alla Facoltà Teologica di Milano nel 2015.
Musicista, presentatore e conduttore, ha suonato nei club più rinomati d’Italia, primo tra tutti il Blue Note di Milano, e ha collaborato con diversi artisti di primo piano. E’ stato ospite di numerosi programmi televisivi, tra cui “Fatti vostri” su Rai 2, è spesso apparso sul Corriere della Sera e su testate nazionali. Attualmente è direttore artistico della società di eventi SantoroEvents e speaker radiofonico di RV Radio.
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