Disponibile in radio e in digitale la nuova versione del brano del cantautore STONA “ALTALUNA (SINGLE EDIT)” (Pirames), che chiude l’album “Ci faremo bastare i ricordi“ (2025, Pirames) riarrangiato con un quartetto d’archi formato da Stefano Beltrami (violoncello), Gioele Pierro (violino), Luca Madeddu (violino) e Lara Albesano (viola).
La scrittura della parte orchestrale e la produzione del brano sono affidate a Lorenzo Morra che, durante l’esecuzione registrata in presa diretta, ha anche suonato la parte al pianoforte.
Il brano nasce durante una notte silenziosa in cui, guardando il cielo, STONA si accorge che la luna non chiede nulla, se non di essere esattamente come si è. Tra errori passati e avventure ancora da vivere, “ALTALUNA (SINGLE EDIT)“ invita a ritrovare sé stessi, a fermarsi, abbandonarsi ai propri pensieri e a nutrire fiducia nel proprio percorso, anche quando non segue una linea ben definita. Nonostante dubbi, fatiche e cadute, arriva sempre un momento in cui tutto trova armonia, in un caos che sembra perfettamente bilanciato.
«Questa canzone racconta di quel raro momento in cui smetti di giudicarti e finalmente ti perdoni – dichiaraStona – Un lieto fine in cui la luna, protagonista, diventa un faro che non promette soluzioni, ma una direzione concreta».
L’artwork della cover del brano è firmato da Spencer Robens, artista grafico tedesco noto per le sue collaborazioni con grandi nomi della musica, tra cui Led Zeppelin e Deep Purple.
Intervista a Stona
1. “ALTALUNA (SINGLE EDIT)” chiude l’album “Ci faremo bastare i ricordi”. Perché hai scelto proprio questo brano come ultimo capitolo del disco?
Chiude il cerchio per l’intero album, che si apriva con mille interrogativi in “la resistenza”; qui non troviamo risposte ma affrontiamo una sorta di perdono, di pace con noi stessi a patto di ritrovare la nostra umanita’
2. Il pezzo nasce da una notte di silenzio e dall’osservazione della luna: quanto è importante per te il momento di sospensione e solitudine nel processo creativo?
La maggior parte delle volte le canzoni nascono dal nulla, chi è più sensibile può trovare ispirazione in cose che altri non vedono; la solitudine, la calma e l’assenza di rumore per me è fondamentale dal punto di vista creativo… è un momento magico dove puo’ nascere qualcosa di irripetibile e straordinario.
3. Hai raccontato che la luna “non promette soluzioni, ma una direzione”: oggi, come cantautore, senti più il bisogno di dare risposte o di indicare percorsi?
Risposte non ne ho e ognuno deve intraprendere il proprio percorso, detto cio’ se riesco a catturare l’attenzione di qualcuno per qualche minuto e a farlo riflettere.. sento di aver gia’ compiuto qualcosa di importante
4. Questa nuova versione è arricchita da un quartetto d’archi in presa diretta: cosa ha aggiunto emotivamente e narrativamente al brano rispetto all’originale?
Il brano è nato voce e pianoforte cosi’ come lo sentite sul disco; ma fin dall’inizio sapevo che avrei avuto ancora qualcosa da dire con quel pezzo… il quartetto ha portato una sorta di solennita’ e drammaticita’ che hanno sicuramente elevato la canzone e ampliato il focus sul messaggio che volevo dare.
5. Il lavoro con Lorenzo Morra, che firma arrangiamento orchestrale, produzione e suona il pianoforte, sembra centrale: come si è sviluppato il vostro dialogo artistico su questo pezzo?
il bello di questo lavoro è lo scoprire pezzo per pezzo, smussare gli angoli e definire la materia… fino ad arrivare al cuore del brano… l’arte di “togliere” è sempre una strada difficile da seguire, come mi hanno insegnato, ma alla fine togliendo tutti i drappi e gli effetti speciali è rimasta la canzone nella sua semplice bellezza; Lorenzo ha seguito i miei continui cambiamenti e mi ha assecondato nella struttura del pezzo scrivendo poi una parte di archi strepitosa e interpretando magistralmente il pezzo al pianoforte, in presa diretta mentre io cantavo.
6. ALTALUNA parla di perdono verso sé stessi e di equilibrio nel caos: è una consapevolezza maturata col tempo o una conquista recente?
Ognuno ha i propri tempi e conosce le proprie dinamiche… personalmente ho acquisito una certa consapevolezza negli ultimi anni, anni in cui ho fatto pace con me stesso, ho accettato gli errori e le strade sbagliate prese nel tempo.
7. Nell’album convivono fragilità intime e uno sguardo lucido sul presente sociale: quanto è difficile oggi raccontare il reale senza rinunciare alla poesia?
Il compito di un cantautore dovrebbe essere sempre quello di sporcarsi e descrivere soprattutto le brutture del mondo… nella drammaticità vive forse la poesia piu’ pura.
8. L’artwork firmato da Spencer Robens, con un’estetica forte e internazionale, dialoga molto con la musica: quanto conta per te l’immaginario visivo nel completare una canzone?
L’arte di Spencer mi ha colpito tantissimo fin dall’inizio, ha un suo modo molto analogico di vedere e descrivere il reale e non ho avuto alcun dubbio nel decidere di chiedergli di farmi le grafiche dell’album; l’immaginazione è la base per qualunque forma di arte… parte dal testo nel caso di una canzone ma segue le sue traiettorie nel caso anche della sola musica (vedi i brani più clamorosi dei pink floyd per esempio).
9. Dopo “Ci faremo bastare i ricordi” e questa versione speciale di ALTALUNA, che direzione senti di voler seguire nel tuo prossimo percorso artistico?
Ora sto portando queste canzoni live nella loro forma piu’ essenziale.. mi muovo da solo con pianoforte e chitarra; mi piace molto e mi ha fatto riscoprire una certa solitudine creativa… non escludo che il prossimo lavoro segua questo percorso.

Speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali. In vent’anni ha realizzato oltre 8.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia” e nel 2205 “Ride bene chi ride ultimo”
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