AIDAN BELLA MALTA

A due anni di distanza dall’ultimo tentativo, questa volta AIDAN riesce a staccare il biglietto per l’Eurovision Song Contest 2026, in qualità di rappresentante di Malta.

Originario di Żejtun, nel 2015 ha partecipato al Malta Junior Eurovision Song Contest con una cover di Kemm hu sabiħ dei New Cuorey.
Dopo alcuni singoli indipendenti, nel 2018 ha gareggiato al Malta Eurovision Song Contest con Dai laga, classificandosi quarto.
Nel 2019 ha tentato l’accesso all’Eurovision tramite X Factor Malta, fermandosi agli Home Visits.
Nel 2021 ha preso parte al festival Mużika Mużika con Naħseb fik, prima canzone in maltese in gara, il cui videoclip ha vinto un Lovin Malta Social Media Award.
Nel 2022 è arrivato secondo al Malta Eurovision Song Contest con Ritmu, brano che ha dominato le radio maltesi per diverse settimane.
Nel 2023 è stato squalificato dalla selezione con Reġina per promozione non autorizzata, ma invitato come super ospite in finale.
Nel 2026, al quarto tentativo, ha vinto la selezione maltese con Bella, conquistando l’accesso all’Eurovision Song Contest 2026.

Con 14 Number One hits nel suo paese, Aidan porta con sé la voglia di veder brillare l’isola mediterranea nel contest a Vienna.

Intervista ad Aidan, in gara all’Eurovision 2026 per Malta

Aidan, rappresentante di Malta all’Eurovision Song Contest. Piacere di conoscerti e benvenuto. Prima di tutto, congratulazioni per la vittoria. Come ti sei sentito quando hanno annunciato che saresti stato tu a rappresentare Malta?
Ero davvero emozionatissimo. Ancora oggi quel momento è un po’ sfocato nella mia mente. Ho realizzato di aver vinto la finale nazionale, ma quell’istante preciso in cui hanno pronunciato il mio nome è ancora difficile da mettere a fuoco. C’erano così tante emozioni tutte insieme, è stato un momento bellissimo e molto intenso.

Perché hai deciso di partecipare alla selezione con la canzone “Bella”?
È un sogno che ho fin da quando ero bambino. Ho sempre sognato di vedermi sul palco dell’Eurovision, insieme al mio team e alla mia famiglia. Per noi artisti maltesi è la piattaforma più grande che esista.
“Bella” è nata dopo un lungo percorso: due anni fa ho iniziato a scrivere canzoni pensando nello specifico all’Eurovision e ne ho scritte circa 35. “Bella” è stata scritta l’estate scorsa e appena l’ho sentita ho capito che poteva essere quella giusta. Abbiamo anche creato un focus group per scegliere il brano, “Bella” è risultata la vincitrice ed eccoci qui!

Qual è il messaggio che vuoi trasmettere con “Bella”?
“Bella” non è una canzone qualsiasi. È un brano che vive sul palco, non è pensato solo per la radio. Volevo trasmettere un’emozione vera, onesta, reale. A volte all’Eurovision mancano canzoni che sembrino davvero sincere e autentiche, e questa era l’idea fin dall’inizio.
Tutti gli strumenti sono stati registrati dal vivo con un’orchestra, e questo dà una potenza incredibile al brano. È qualcosa di molto organico, che viene dal cuore. Credo che il pubblico a casa riuscirà a entrare in connessione con la canzone e con la performance, e questo è l’obiettivo principale di “Bella”, toccare i cuori della gente.

Cosa possiamo aspettarci dalla messa in scena a Vienna?
Cercheremo di mantenere il più possibile gli elementi visti nella finale nazionale maltese, ma ovviamente a Vienna avremo molte più risorse. Vogliamo elevare la performance, pur mantenendo un’impostazione minimalista con alcuni momenti “wow”.
Vorrei assolutamente mantenere il tornado di petali, in qualche modo. Stiamo già lavorando allo staging e presto annunceremo alcune novità. È tutto molto emozionante.

Alcuni ex rappresentanti maltesi come Ira Losco, Claudia Faniello e Sarah Bonnici ti hanno sostenuto. Ti hanno dato dei consigli?
Sì, ed è stato davvero bellissimo ricevere il supporto di chi ha già vissuto questa esperienza. Soprattutto Ira Losco, che ha partecipato due volte all’Eurovision, nel 2002 e nel 2016. Ha vissuto l’Eurovision prima e dopo la sua grande commercializzazione.
Ci siamo sentiti anche recentemente: mi ha scritto un messaggio molto dolce, complimentandosi per la mia esibizione in Bulgaria, e mi ha consigliato di scattare tantissime foto e video, perché si vivono così tante cose, si visitano talmente tanti paesi, che col tempo si rischia di dimenticarle. Spero di avere abbastanza spazio nel telefono!

Hai anche registrato una canzone con Ira Losco, “R.I.P.”. Che ricordo hai di quell’esperienza?
È stata un’esperienza meravigliosa. Conoscevo Ira fin da bambino, prima come fan e poi come collega. Collaborare con la più grande pop star femminile di Malta è stato surreale.
Era il mio primo album, This Is Aidan del 2023, e quella era l’unica collaborazione del disco, quindi ero un po’ in ansia. Ma lei è stata semplicissima da affrontare, molto aperta, mi chiedeva continuamente feedback. Anche girare il videoclip è stato fantastico. È una vera professionista, con un’esperienza enorme. Per noi maltesi è una vera “regina” dell’Eurovision, non solo perché è arrivata molto vicina alla vittoria, ma per la sua intera carriera. Un’esperienza indimenticabile.

Cosa rappresenta l’Eurovision per te?
È difficile descriverlo con una sola parola. Significa tantissimo, anche se può sembrare banale. Ho lavorato duramente per arrivare fin qui. Non ho cominciato a cantare per l’Eurovision, ma ha aiutato sicuramente la mia formazione artistica: dal 2018 con “Daħda” sono arrivato 4°, poi “Ritmu”, fino a “Bella”… Non è mai stato solo scrivere una canzone e vedere come va, ma un vero e proprio viaggio.
Essere qui oggi significa tantissimo: avere questa piattaforma, incontrare i fan, far parte della famiglia Eurovision. Sono davvero molto grato.

Che rapporto hai con la musica italiana?
A Malta seguiamo moltissimo la musica e la televisione italiana. Molte persone, soprattutto della generazione più adulta, parlano anche italiano fluentemente. Io lo capisco un po’, ma non lo parlo bene, nonostante l’abbia studiato per 5 anni.
Musicalmente apprezzo molto l’Italia, soprattutto Sanremo. C’è una grande attenzione alla musica vera, onesta, ed è qualcosa che cerco di portare anche in “Bella”. Anche quando è pop, c’è uno show, come per esempio abbiamo visto con Elodie, o anche con Olly, sono freschi e moderni, la musica italiana ha sempre un’anima, qualcosa di autentico dietro.

E dell’Italia in generale, cosa ami di più?
Ho visitato molte città: Roma, Milano, la Sicilia diverse volte. L’architettura è incredibile, Roma sembra un museo a cielo aperto, in ogni angolo. E poi il cibo… uno dei migliori in Europa. Amo la pasta, la pizza, soprattutto quella con mortadella e pistacchio. L’Italia è uno di quei Paesi in cui torni sempre volentieri e non ti stanca mai.

In alcune tue canzoni, come “Taste” e “Juliette”, si nota un’estetica retrò, molto anni ’80. Da dove nasce questa scelta e quali sono le tue ispirazioni?
Questa estetica fa parte di me da un paio d’anni. Anche “Bella” richiama la musica di questi anni, ma anche ’50 e ’60. A livello di immagine e stile, questo è ormai il brand Aidan, in ogni occasione dove devo presentare me stesso.
Mi ispiro molto agli anni ’60 e ’70, ovviamente reinterpretati in chiave moderna. Il mio prossimo album, Cowboys Don’t Cry, in uscita il 28 marzo, segue proprio questa linea: musica molto organica, con tanti strumenti veri, che ti porta in un altro mondo.

Come descriveresti la tua musica a chi non ti conosce?
Direi che è pop, perché credo molto nelle melodie forti e catchy. Ma con influenze elettroniche anni ’80, indie, e soprattutto con un’anima molto reale e sincera. L’autenticità è fondamentale per me.

๐Ÿ“ข Segui iMusicFun su Google News:
Clicca sulla stellina โœฉ da app e mobile o alla voce โ€œSeguiโ€

๐Ÿ”” Non perderti le ultime notizie dal mondo della musica italiana e internazionale con le notifiche in tempo reale dai nostri canali Telegram e WhatsApp.