Bambole Di Pezza insieme a Jo Squillo con Non sei sola, un brano contro la violenza con il patrocinio di CGIL Milano. Il rock per non lasciarsi andare alla paura e urlare la voglia di non sentirsi più sbagliate.
Il brano nasce nel tentativo di cancellare la paura e la frustrazione di sentirsi colpevole e inadeguata, in una parola vittima.
La reazione a tutto questo è nelle chitarre a pieno volume, nella cassa intensa che batte incessante e nella voce che urla con quanta forza ha in petto.
I ricavati di questo progetto saranno devoluti all’associazione Wall of Dolls che si occupa di sostenere le donne vittime di violenze.
«È fondamentale sostenere le donne che subiscono violenza in qualsiasi modo, e la musica è un mezzo molto potente per farlo.»
Queste le parole di Jo Squillo.
Nelle scorse settimane la rock band era tornata a parlare di indipendenza femminile e a rivendicare attenzione per le tematiche di genere con la cover di Rumore di Raffaella Carrà, brano accompagnato da un videoclip piuttosto evocativo.
Un percorso di consapevolezza all’insegna new punk iniziato dalla band con Favole (mi hai rotto il caxxo), il singolo uscito a luglio, che ha presentato la nuova formazione delle Bambole di pezza.
Intervista alle Bambole di Pezza
Come mai nell’immenso repertorio di Raffaella Carrà avete scelto proprio “Rumore”?
È un brano che riteniamo mooolto rock già nella sua impostazione. Inoltre non era tra i suoi più conosciuti e questo ci piaceva.
Qual è il significato del videoclip?
Il ballerino performer rappresenta il ‘rumore’, il ladro , che poi è emblematico della paura di una donna di restare da sola. Si crea quindi una sorta di sfida tra noi e lui
Cosa rappresenta per voi Raffaella Carrà?
Raffaella Carrà è davvero un’icona per noi. È riuscita a parlare di autodeterminazione femminile e addirittura libertà sessuale in in epoca dove era molto difficile affrontare queste tematiche . E la cosa più interessante è che l’ha fatto sempre con la leggerezza che la caretterizzava.
Con “Favole (mi hai rotto il caxxo)” avete idealmente dato il via a una nuova fase. Quali sono le caratteristiche che vi rendono uniche?
Sì è vero, nel nostro caso si può parlare proprio di una ‘nuova fase’. Ci rendono uniche intanto l’energia femminile , nel senso che purtroppo ci sono poche band totalmente femminili in Italia, e speriamo ce ne siano sempre di più. E poi un po’ la leggerezza , l’auto ironia con cui affrontiamo le cose. Chi ci segue sui social lo sa bene 😉
Il vostro primo disco, Crash Me, è datato 2002. Quali sono i punti di incontro tra il vostro approccio di allora e quello di oggi?
Resta sicuramente la grinta e la voglia di lanciare un messaggio di rabbia e allo stesso modo di amore.. che poi è un po’ l’essenza del punk.
Nel 2022 ha ancora senso pubblicare un album?
Certo noi abbiamo fatto 3 singoli in 4 mesi e non vediamo l’ora di pubblicare l’intero disco questa prossima primavera. È una questione di esigenze espressive, un bisogno interiore e ora che abbiamo una formazione così forte non possiamo più fermarci.
Oggi qual è l’aspetto della vostra musica del quale siete più orgogliose?
Il fatto di potete ispirare altre ragazze. Quando delle fan vengono a dirvi che han messo su una band ispirandoci a noi ci viene da piangere per l’emozione.
Qual è la vostra definizione di “libertà musicale”?
Per noi la libertà musicale è libertà interiore, la voglia di divertirsi, la passione. E infatti manifestiamo tutto questo soprattutto in the road, nei nostri live in giro per la penisola, dove la parola d’ordine è divertirsi

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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