J Ax Fedez

J-Ax, ospite di Francesca Fagnani a Belve, ha parlato della sua vita a 360 gradi, della carriera, ma anche della turbolenta relazione lavorativa con Fedez.

Il rapper ha esordito parlando di politica.

La sinistra italiana è la più schifosa. Una roba che potrebbe fare è ribellarsi ad alcune multinazionali che pagano le tasse in Irlanda.”

Un ricordo degli anni in cui ha subito bullismo.

Dai 6 ai 14 anni ho subito atti di bullismo, dai pestaggi a quelli psicologici: nel paesino di provincia in cui stavo dicevano che portavo sfiga.”

J-Ax, ospite a Belve, parla di Fedez

Il discorso, poi, si sposta su Fedez.

È timido ed estroverso, sa essere buonissimo e cattivissimo. Tutto quello che lui fa di bene, lo fa perché gli viene dal cuore. Ha altre sue convinzioni, come quella di condividere la sua beneficenza, non solo quella, condivide tutto. Questa è una sua convinzione che è diametralmente opposta alla mia. E cattivissimo lo è quando pensa che qualcuno gli abbia fatto del male veramente. Certe volte, almeno nella mia esperienza, quando era più giovane, io gli dicevo: “Guarda che non ti ha fatto così male questa persona, non c’è bisogno di accanirsi così tanto”. Se è vendicativo? È cattivo. Ci sono cose che tu non augureresti mai, ma nei momento di rabbia lui le augura. Anzi, le augurava, perché secondo me adesso è anche cambiato. Io dimentico sempre quanto era giovane lui in quegli anni lì.”

J-Ax ha, poi, raccontato il momento del riavvicinamento.

“Noi ci siamo rivisti, il giorno in cui lui ha ricevuto la diagnosi. Io sono la prima persona, dopo Chiara, che lui ha visto dopo questa diagnosi. Ovviamente non ci sentiamo tutti i giorni, però mi sento di dire che la nostra amicizia è ripartita.”