Il cantautore Niccolò Agliardi con un commosso post sui social ha ricordato il giovane Michele Merlo, scomparso improvvisamente lo scorso anno.
Parole sentite, chiare, in cui non emerge il rimpianto, ma quella nostalgia positiva che porta alla rabbia nel sentirsi impotenti nei confronti di un fenomeno inspiegabile come la morte.
Un messaggio di consapevolezza ricco di poesia e realtà.
Niccolò Agliardi ricorda Michele Merlo
“Non serve a nulla provare a chiedere spiegazioni a quell’inspiegabile flutto di sangue che vorrebbe che un ragazzo a nemmeno trent’anni venisse già scordato; ma non gliela daremo per buona a quella sorte indegna. Noi che a Michele abbiamo voluto bene, riusciremo a spingere un piede davanti all’altro anche contorcendoci di dispiacere. Lo faremo per onorare la sua fatica e la sua mancanza.
Michele conosceva l’inquietudine, l’insoddisfazione e il senso di incompiutezza di quelli che sfiorano la porta giusta ma per qualche strana ragione non riescono ad abbassare la maniglia per aprire. Michele era agitato, fragile e spaventato come una piuma nel vento. Aveva gli occhi pieni di una malinconia speciale: quella che capisce solo chi l’ha dovuta accogliere perchè non ce l’ha fatta a scacciarla.
Il destino non è una scienza astratta, esiste e si fa sentire. In questi giorni, quasi un anno fa, ha fatto di tutto perché molti di noi si accorgessero della sua potenza. Ma non è la rabbia, non è lo stupore, l’incredulità, la sinfonia dell’addio, non sono le parole di circostanza, i post sui social, che mi hanno convinto così tanto – come il tormento di Michele in vita – che al destino bisogna rispondere. Con la propria voce e con i propri muscoli. Con il cuore scomposto, le imprecazioni e le fitte alla gola. Lasciare andare chi si ama, da vivo o da morto è uno sforzo immane.
Ma a tutti tocca a un certo punto e mai più nessuno resta uguale. In quella zona fragile del linguaggio dove si definisce il mai più tutto si trasforma. Allora, che il viaggio di Michi serva a tutti noi. Che talvolta esistiamo nel rimando, nel tiepido prendere tempo, nel ciondolare tra quello che non siamo e quello che vorremmo diventare. Noi, sopravvissuti alla sua morte, catapultati all’improvviso in una storia impossibile da comprendere e a piangere un amico che sapeva perfettamente che il frastuono dell’ansia è proporzionale all’attaccamento alla vita.
Allora, mi lascio attraversare da una nuova, banalissima e struggente consapevolezza che devo anche a lui: che la vita è fatta per i vivi.
E questo dolore che ancora non passa, ne è la dimostrazione. Ciao Michi.
N.”

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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