Il racconto del concerto di Olly allo Stadio Luigi Ferraris di Genova: emozioni, scaletta, ospiti, annuncio del tour negli stadi 2027 e il resoconto di una serata storica.

Ci sono concerti che rappresentano una semplice tappa di un tour e altri che finiscono per diventare una pagina di storia personale o collettiva. Il debutto di Olly allo Stadio Luigi Ferraris di Genova appartiene senza dubbio alla seconda categoria. La prima delle tre serate di Tutti a Casa, tutte sold out e capaci di richiamare complessivamente 90.000 spettatori, è stata molto più di un live: è stata una dichiarazione d’amore alla sua città, il coronamento di un percorso iniziato nei piccoli club e arrivato, in pochi anni, fino allo stadio.

L’emozione era palpabile già prima dell’inizio. Lo stesso Federico Olivieri aveva raccontato di sentirsi come “un vaso che si svuoterà dell’emozione e si riempirà nuovamente“, consapevole del significato di questo appuntamento. Del resto non era soltanto il suo esordio in uno stadio, ma anche il ritorno della grande musica live al Ferraris dopo ben 22 anni.

“Non so se vi rendete conto di quello che stiamo facendo tutti insieme. Stiamo scrivendo la storia. Un concerto allo Stadio a Genova. Non succedeva da 22 anni.”

Lo spettacolo si apre con un’introduzione completamente rinnovata. Sugli schermi scorrono frasi battute a macchina, come lettere indirizzate al pubblico, mentre un arrangiamento, prima orchestrale e poi più rock, accompagna l’ingresso a sorpresa di Olly dalla passerella sulle note di “I Cantieri del Giappone“. “Ma te lo immagini se…” si trasforma in una sorta di mantra ed è un inizio che mette subito al centro il rapporto con il pubblico, autentico protagonista della serata.

“Ciao Genova! Non so come spiegare quello che sto provando questo momento. L’emozione è tantissima. Mi sta scoppiando il cuore nel petto. Spero siate felici almeno un decimo di quanto lo siamo noi. Per me tutto questo… è un’allucinazione collettiva.”

Da quel momento il concerto cresce senza concedere pause. “È Festa”, “Quei Ricordi Là”, “Il Brivido della Vita”, “Una Vita” e “Un’Altra Volta” costruiscono un primo blocco potente, sostenuto da una band ormai perfettamente affiatata. Gli arrangiamenti rappresentano uno dei punti di forza dello show: le sonorità si fanno più rock, le chitarre acquistano maggiore peso e ogni brano trova una nuova dimensione, più energica e contemporanea.

“Ogni secondo è prezioso. Ogni canzone è una storia.”

Merito anche dei musicisti che accompagnano Olly: Juli, anima musicale e direttore dello spettacolo insieme al cantautore, Pierfrancesco Pasini, Rufio, Nazza, Dalila Murano, Gas Gas, Stefan Stancic e, per la prima volta, Roberta Gea Gentile ai cori e alle percussioni. Il risultato è un suono pieno, dinamico, ricco di sfumature tendenti al folk, capace di valorizzare tanto i brani più intimi quanto quelli più esplosivi.

“E’ tutta vita sempre, Genova!”

Uno dei momenti più emozionanti arriva con il lungo set acustico. Attorno a un semplice tavolo, elemento scenico che prende lentamente vita con l’ingresso progressivo della band, Un momento reso ancora più coinvolgente per una dedica speciale a una ragazza che non c’è più.

Olly ripercorre le tappe della propria crescita artistica. Da “Quando Piove” e “Hai Fatto Bene” fino a “Polvere”, passando per una delicata interpretazione di “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco (impreziosita da un assolo di sax realmente da brividi), il concerto rallenta il ritmo senza perdere intensità. È probabilmente il segmento più autentico dello spettacolo, quello in cui emerge il lato più umano del cantautore e il legame con le proprie radici musicali e con Genova.

“Siamo stati decisamente romantici in questo momento…”

Divertente il saluto a Didier, il fratello di Juli, reduce dalla prima prova della maturità.

“Questo è il nostro esame di maturità!”

La seconda parte dello show riaccende immediatamente l’entusiasmo con “Depresso Fortunato”, “Scarabocchi” e soprattutto “Balorda Nostalgia”, il brano che lo ha consacrato al grande pubblico vincendo il Festival di Sanremo. Lo stadio canta ogni parola, trasformando il Ferraris in un gigantesco coro.

“Siete troppo belli, siete troppo tutto, tutto tutto.”

Tra i momenti più emozionanti anche “Cantilene”, costruita con un’introduzione raccolta insieme a Juli prima dell’ingresso dell’intera band, e “Buon Trasloco”, uno dei passaggi più intensi dell’intero concerto. Lo show alterna continuamente energia e intimità, riuscendo a mantenere alta l’attenzione per oltre due ore senza mai risultare prevedibile.

Una menzione speciale per “Buon trasloco”, in cui nel finale Federico si inchina a Julien e alla fisarmonica. Un gesto che non ha bisogno di essere spiegato e che il pubblico comprende e fa suo, in un commosso abbraccio collettivo.

La sorpresa della serata arriva durante “Così Così”, quando Olly annuncia ufficialmente il suo primo tour negli stadi nel 2027. Un momento accolto da un boato che testimonia quanto il pubblico abbia ormai percepito naturale questo nuovo traguardo. D’altronde, come aveva raccontato poche ore prima dell’esordio, il sogno di suonare nello stadio della sua città lo accompagna da sempre, anche se un tempo immaginava di poter arrivare “al massimo allo stadio del rugby”.

Il finale è quello che ogni fan aspettava. “Devastante” diventa un vero inno collettivo, accompagnato dai fuochi d’artificio che colorano il cielo sopra Marassi. Poi arriva “Menomale che c’è il Mare”, impreziosita dalla tradizionale chiusura con “Il Pescatore” di Fabrizio De André. A Genova questa scelta assume un valore ancora più simbolico: è un abbraccio alla città, alla sua storia e alla sua tradizione musicale. Nel suono della band c’è quella contaminazione simbolo di una città di mare, di passaggio, di vita. Un luogo di sguardi cupi, silenziosi, ma ricchi di significato.

“Tutti a Casa” rappresenta la conclusione ideale del lungo viaggio di Tutta Vita, l’album che ha accompagnato la definitiva consacrazione di Olly. Dopo aver conquistato club, palazzetti e ippodromi, il cantautore dimostra di possedere ormai tutte le qualità necessarie per sostenere il peso di uno stadio senza rinunciare alla propria identità. Non cerca effetti speciali fini a sé stessi, ma lascia che siano le canzoni, la band e il rapporto con il pubblico a raccontare la sua storia.

Genova lo ha accolto come un figlio che torna a casa. Lui ha risposto regalando uno dei concerti più importanti della sua carriera. E, a giudicare dall’entusiasmo del Ferraris, questo è soltanto un altro importante passo di un percorso in netta, continua ascesa.

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Scaletta

  • Intro
  • È Festa
  • Quei Ricordi Là
  • Il Brivido della Vita
  • Una Vita
  • Un’Altra Volta
  • Paranoie
  • A Noi Non Serve Far L’Amore
  • Occhi Color Mare
  • La Lavatrice Si È Rotta
  • A Squarciagola
  • L’Anima Balla / Ho Voglia di Te / Fammi Morire
  • Set Acustico (Quando Piove / Hai Fatto Bene / Polvere / Bianca / Mi sono innamorato di te / L’Amore Va / Noi Che / Sopra la Stessa Barca / Come Noi Non C’è Nessuno)
  • Depresso Fortunato
  • Scarabocchi
  • Balorda Nostalgia
  • Cantilene
  • I Cantieri del Giappone
  • Questa Domenica
  • Buon Trasloco
  • Così Così
  • Il Campione
  • Devastante
  • Menomale che c’è il Mare / Il Pescatore (Fabrizio De André)

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