Ottobre

Dopo l’esperimento coraggioso e originale di “ossessione” che unisce due mondi apparentemente distanti, OTTOBRE torna con “di me che resta?” feat. Affanno (https://orcd.co/ottobre-dimecheresta; Thamsanqa / The Orchard), il nuovo singolo disponibile ovunque da oggi.

“di me che resta?”, realizzato in collaborazione con il giovanissimo rapper pugliese Affanno, si presenta come un’intensa e viscerale confessione ad alto tasso emotivo, un viaggio nei meandri dell’introspezione dove le ricadute personali, i sensi di colpa e il timore costante di sprofondare diventano il fulcro di un interrogativo esistenziale: cosa rimane davvero di noi quando ci sentiamo svuotati e messi all’angolo dalla vita?

«”di me che resta?” è la sensazione di aver perso, di aver perso tutti i tentativi, è una carcassa che indossa gli abiti più belli solo per convincere tutti che sia tutto okay» racconta OTTOBRE «poi quando sprofondi e le ferite non riescono a rimarginarsi, ti accorgi che potrebbe non rimanere nulla, che il fallimento è dietro l’angolo e se non spezzi la catena non trovi mai nulla di diverso dell’affanno di una corsa verso il fondo.»

La traccia mappa con onestà il cortocircuito tra l’autodistruzione e il desiderio di rivalsa. Tra scudi e maschere protettive erette per difendersi dall’esterno e la sensazione frustrante di cedere a un passo dal traguardo, “di me che resta?” disegna il ritratto di un’anima in costante lotta con i propri fantasmi. OTTOBRE e Affanno danno così voce alla fragilità di chi si sente addosso il peso del fallimento e dell’isolamento, ma continua tenacemente a stringere i denti.

«Con “di me che resta?” torno a una domanda che mi porto dietro da tempo: cosa resta di noi quando tutto il resto cade.» spiega Affanno «È una riflessione già presente in “Vittime del principio”, ma questa volta ho sentito il bisogno di raccontarla in modo ancora più diretto, unendo la mia scrittura all’impatto del metal di Ottobre.»

“di me che resta?”, infatti, rompe i tabù attraverso una produzione potente e viscerale che fonde la cruda immediatezza del rap con la carica e le distorsioni del metal. In un mercato che spesso ripete che certe contaminazioni così estreme da noi non si possano fare o non funzionino, OTTOBRE e Affanno dimostrano esattamente il contrario: abbattono le etichette, scavalcano i paletti di genere e rivendicano con forza la libertà di fare la propria musica senza chiedere il permesso a nessuno.

Il brano prosegue il percorso che OTTOBRE sta tracciando con i singoli, tra cui “foto”, (https://orcd.co/ottobre-foto; Thamsanqa / The Orchard), che mette al centro i ricordi reali che ti rimangono addosso dopo aver vissuto un’emozione forte, e dopo aver esplorato altri mondi con la sua versione del successo di Samurai Jay “ossessione” (https://orcd.co/ottobre-ossessione; Thamsanqa / The Orchard).

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