PACIFICO torna a scrivere per il cinema e firma la colonna sonora originale, edita da EDIZIONI CURCI, di “ZAMORA“, il film con il quale Neri Marcorè esordisce alla regia. Presentato in concorso al BIF&ST – Bari International Film&TV festival, il film sarà nelle sale italiane dal 4 aprile con 01 Distribution.
Nella colonna sonora originale si rincorrono echi musicali tipici degli anni ’60, epoca in cui il film è ambientato: il twist, il rock’n’roll, i sassofoni e le chitarre con il tremolo.
Oltre alle atmosfere musicali utili a sottolineare i momenti del film, Pacifico ha scritto anche due canzoni originali, omaggi dichiarati a Jannacci, Gaber, Cochi e Renato. La prima, “El Matt“, è cantata da Pacifico e Neri Marcorè in coro “scriteriato”, mentre la seconda, “Mamma non sai“ è interpretata solo da Neri Marcorè, con chiari richiami a Bobby Solo e a il Molleggiato.
“Zamora“ è una produzione Pepito Produzioni con Rai Cinema, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte,prodotto da Agostino Saccà. Le sceneggiature, liberamente ispirate a “Zamora” di Roberto Perrone (HarperCollins già Garzanti), sono firmate da Maurizio Careddu, Paola Mammini, Neri Marcorè e Alessandro Rossi.
Nel film Neri Marcorè, Alberto Paradossi, Marta Gastini, Anna Ferraioli Ravel, Walter Leonardi, Giovanni Esposito, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Pia Engleberth, Giuseppe Antignati, Pia Lanciotti, Marco Ripoldi, Dario Costa, Giulia Gonella, Alessandro Besentini, Francesco Villa, Corinna Locastro, Massimiliano Loizzi, Davide Ferrario e Antonio Catania.
Il trentenne Walter Vismara ama condurre una vita ordinata e senza sorprese: ragioniere nell’animo prima ancora che di professione, lavora come contabile in una fabbrichetta di Vigevano. Da un giorno all’altro, la fabbrica chiude e il Vismara si ritrova suo malgrado catapultato in un’azienda avveniristica della vitale e operosa Milano, al servizio di un imprenditore moderno e brillante, il cavalier Tosetto. Andrebbe tutto bene se non fosse che costui ha il pallino del folber (il football, secondo un neologismo di Gianni Brera) e obbliga tutti i suoi dipendenti a sfide settimanali scapoli contro ammogliati. Walter, che considera il calcio uno sport demenziale, si dichiara portiere solo perché è l’unico ruolo che conosce e non sa che da quel momento, per non perdere l’impiego, sarà costretto a partecipare agli allenamenti settimanali, in vista della partita ufficiale del primo maggio. Subisce così lo sfottò dei colleghi; tra questi, l’ingegner Gusperti lo ribattezza sarcasticamente “Zamora”, il fenomenale portiere spagnolo degli anni ’30. Non solo quel bauscia lo umilia in campo e lo bullizza in azienda, ma tra lui e Ada, la segretaria di cui Walter si innamora, sembra esserci del tenero. Sentendosi umiliato, tradito da una parte e deriso dall’altra, il ragioniere escogita un piano del tutto originale per vendicarsi, coinvolgendo un ex-atleta ormai caduto in disgrazia. Nel calcio, come del resto nella vita, bisogna imparare a buttarsi e anche se perdi, ciò che conta è rialzarsi e ripartire più forti di prima.

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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