Made in Switzerland

Sandra Studer, conduttrice della 69ª edizione dell’Eurovision Song Contest, ha sorpreso il pubblico con un’insolita dose di sincerità. In un’intervista rilasciata a una radio catalano-spagnola, la presentatrice svizzera ha dichiarato che la canzone israeliana era una delle sue preferite di quest’anno. Una presa di posizione che ha colpito molti, soprattutto in un’edizione del concorso attraversata da tensioni politiche legate alla partecipazione di Israele.

“Mi è piaciuta davvero molto la canzone di Israele”, ha affermato la Studer, sottolineando di essere rimasta toccata anche dalla proposta svizzera. “Il mio cuore si è spezzato quando ho dovuto annunciare che la Svizzera ha ricevuto zero punti dal pubblico. Era una canzone che amavo moltissimo e non mi aspettavo questo risultato.”

Il brano israeliano, che ha conquistato il primo posto nel televoto, ha riscosso grande successo nonostante le polemiche. Milioni di spettatori in tutta Europa hanno votato a favore, dimostrando che l’emozione e la forza della performance sono riuscite a superare il contesto politico.

Le dichiarazioni di Sandra Studer arrivano in un momento delicato per il concorso: l’edizione 2025, ospitata a Basilea (Svizzera), è stata infatti caratterizzata da appelli al boicottaggio, proteste in diverse città europee e rigide limitazioni all’interno del venue, lo St. Jakobshalle. In questo clima teso, le parole della conduttrice suonano come un invito a tornare ai valori fondanti dell’Eurovision: musica, emozione, connessione.

Volto noto della televisione elvetica, Sandra Studer non è nuova al mondo dell’Eurovision. Nel 1991 ha rappresentato la Svizzera con il nome di Sandra Simo, conquistando un ottimo quinto posto con Canzone per te. Da allora ha costruito una carriera come cantante, attrice e conduttrice, rimanendo legata alla manifestazione anche in qualità di presentatrice delle selezioni nazionali e portavoce della giuria elvetica.

A differenza di molti colleghi, Sandra non ha nascosto le proprie emozioni né ha evitato di esprimere giudizi personali. Il suo apprezzamento per Israele – al centro delle controversie dell’anno – ha mostrato una chiara preferenza per l’arte rispetto alle provocazioni.

Alla fine, è stata proprio la musica a trionfare. Mentre il brano svizzero è rimasto escluso dall’affetto del pubblico, quello israeliano ha unito le emozioni della conduttrice e quelle di milioni di spettatori. Un ricordo potente di ciò che l’Eurovision dovrebbe essere: uno spazio per cantare, emozionarsi e creare connessioni che vanno oltre la politica.

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