Sanremo 2027, Fimi chiede di applicare regole sull’AI nella selezione dei brani: “Solo opere sostanzialmente realizzate dalla creatività umana”.
Il dibattito sull’intelligenza artificiale entra ufficialmente nel percorso verso Sanremo 2027. Fimi, la Federazione Industria Musicale Italiana, chiede infatti che nella selezione dei brani per il prossimo Festival della Canzone Italiana vengano adottati criteri chiari sull’utilizzo dell’AI generativa, con l’obiettivo di tutelare la creatività umana e l’intera filiera musicale.
L’appello arriva da Enzo Mazza, Ceo di Fimi, che guarda già al lavoro che attende il nuovo direttore artistico Stefano De Martino. La richiesta è quella di garantire che sul palco dell’Ariston arrivino brani “sostanzialmente realizzati dalla creatività umana”, coinvolgendo autori, compositori, produttori e arrangiatori.
“Il Festival della Canzone Italiana deve rimanere una grande vetrina della creatività musicale del nostro Paese”, sottolinea Mazza, chiedendo che vengano rispettati anche a Sanremo i criteri già adottati dall’industria musicale a livello internazionale.
Il tema non riguarda però un rifiuto dell’intelligenza artificiale in quanto tale. Secondo Fimi, infatti, l’IA può rappresentare uno strumento utile per gli artisti, purché rimanga al servizio della creatività e non finisca per sostituirla.
“Sono sicuro che il nuovo direttore artistico Stefano De Martino abbia a cuore la tutela della creatività musicale quanto noi”, afferma Mazza. “L’intelligenza artificiale può essere utilizzata come un servizio che accompagni i creativi umani, ma mai in maniera da sostituirli”.
Negli ultimi mesi Fimi ha già introdotto alcune misure per affrontare la trasformazione del settore. A livello internazionale è stato adottato un sistema di etichettatura volontaria che distingue tra contenuti “Generati dall’IA” e contenuti “Assistiti dall’IA”, così da garantire maggiore trasparenza agli ascoltatori.
La Federazione ha inoltre stabilito criteri specifici per l’accesso alle classifiche ufficiali Top of the Music delle registrazioni realizzate con strumenti di IA generativa. L’obiettivo è distinguere l’utilizzo tecnologico compatibile con una reale partecipazione creativa umana dalla sostituzione dell’autore.
“Tracciamo un confine netto tra innovazione responsabile ed etica da un lato e sostituzione della creatività umana dall’altro”, spiega Mazza.
La richiesta di Fimi arriva in un momento in cui l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella musica sta generando un dibattito sempre più acceso. Negli Stati Uniti artisti come Billie Eilish e Katy Perry hanno aderito a iniziative contro l’utilizzo non autorizzato delle loro opere per addestrare modelli di IA, mentre anche Laura Pausini ha espresso preoccupazione sul tema.
Sanremo 2027 potrebbe quindi diventare uno dei primi grandi banchi di prova italiani per definire un equilibrio tra innovazione tecnologica, trasparenza e tutela della creatività musicale.

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